A Castelfranco duello Ghimenton-Pozzobon: urne aperte per il ballottaggio

Castelfranco sceglie il sindaco. Il candidato del centrodestra parte dal 40,5% contro il 28,09% del centrosinistra che si è apparentato con il gruppo Manente. Oggi si vota fino alle 23, domani fino alle 15. L’astensionismo è una delle chiavi

Davide Nordio
Maria Ghimenton e Luca Pozzobon
Maria Ghimenton e Luca Pozzobon

Ancora poche ore e si saprà il nome del sindaco che guiderà la città per i prossimi cinque anni: a contendersi la fascia tricolore nel ballottaggio che si terrà oggi, 7 giugno, (dalle 7 alle 23) e domani (dalle 7 alle 15) sono Luca Pozzobon per la coalizione di centrodestra composta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e una civica con il suo nome e Maria Ghimenton, sostenuta dalla coalizione di centrosinistra composta da Castelfranco Può, Pd, Castelfranco Civica a cui si sono aggiunte, con il meccanismo dell’apparentamento (circostanza finora mai accaduta a Castelfranco da quando c’è l’elezione diretta del sindaco) le liste Cambiamo Castelfranco e Punto d’Incontro che facevano parte della coalizione civica che sosteneva Daniele Manente, che ha mancato di poco l’accesso al ballottaggio.

Tra le ragioni dell’accordo, riferiti dai due ex avversari, anche la volontà dare spazio all’interno del consiglio comunale ad un candidato di Punto d’Incontro, ovvero di un giovane vista la caratteristica di questa lista, che invece senza apparentamento non sarebbe entrato ne’ in caso di vittoria del centrodestra ne’ del centro sinistra.

Ghimenton può contare anche sul sostegno - o quanto meno sull’astensionismo - di Onestà e Trasparenza, la lista del candidato Diego Giovine che seppur di destra si è rifiutato di sostenere Pozzobon in quanto espressione di quel centrodestra da cui se ne era andato, passando all’opposizione.

Le differenze

In che cosa si distinguono i programmi dei due candidati? Pozzobon propone la forza dell'esperienza (è stato per trent'anni dirigente negli uffici comunali castellani) per una “nuova visione” che fa tesoro degli errori del centrodestra dell'ultimo quinquenni, Ghimenton propone invece una formula partecipativa dell'amministrazione, dove sarà fondamentale il dialogo e l'ascolto prima di prendere decisioni strategiche.

Il primo turno

Al primo turno Luca Pozzobon ha staccato il ticket per il ballottaggio conquistando il 40,5% delle preferenze, mentre Maria Ghimenton aveva preso il 28,09: Manente si era fermato al 26,74%. L’alleanza sancita dall’apparentamento (che non riguarda la lista di Manente Avanti Castelfranco, che ovviamente sosterrà comunque Ghimenton) almeno sulla base dei numeri vedrebbe in vantaggio Ghimenton.

Ma a differenza di quanto diceva Totò, può capitare che la somma non faccia il totale.

Certo la situazione è diversa rispetto alle amministrative del 2020 quando la carica di sindaco era contesa tra Stefano Marcon (centrodestra) e Sebastiano Sartoretto (centrosinistra): il primo partiva dal 47,8% ottenuto al primo turno, il secondo dal 25,6, ma poteva contare sull’esplicito sostegno della terza arrivata, Maria Gomierato che con la sua lista civica si era fermata al 17,54.

La differenza poteva farla forse la lista Punto d’Incontro che, presentatosi da sola, aveva portato a casa il 6,76 per cento. Ma poco prima del ballottaggio decise di non prendere posizione. Ed è finita con la vittoria di Marcon con il 51,68 per cento contro 48,32 di Sartoretto, meno di 500 voti di differenza.

Il ruolo dell’affluenza

Nel ballottaggio gioca un fattore importante anche l’affluenza. Che normalmente, è molto più bassa rispetto a quella del primo turno e può rischiare di annullare i vantaggi sulla carta: all’ultimo ballottaggio, quello del 2020, dal 60,85% del primo turno si era arrivati al 47,24. Quest’anno si parte dal 49,32%, ovvero 16.090 votanti su 32.624 aventi diritto.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso