Addio al punto nascita Castelfranco Veneto, l’ultimo vagito il 26 ottobre
Le donne saranno accompagnate verso la scelta di Treviso o Montebelluna. Ostetriche da trasferire

Punto nascita dell’ospedale San Giacomo, da ieri è scattata la chiusura, già annunciata a giugno, in quanto ormai da anni il numero di parti è decisamente inferiore a 500, numero considerato adeguato per la sussistenza di un punto nascita. Nell’ultimo mese si sono succedute azioni per chiedere di posticipare questa chiusura al 31 dicembre 2027, come una lettera corale dei sindaci della Castellana ma anche un sit-in di cittadini sotto la torre civica. Ma questo non ha sortito risultato alcuno. Un destino, quello del punto nascita castellano, che si può dire segnato da tempo, visto che per anni è rimasto attivo solo grazie a deroghe.
Il calo delle nascite a Castelfranco: 296 parti nel 2025
Il dato castellano del 2025 parla di 296 parti ed è quello più basso registrato negli ultimi dieci anni: fino al 2015 le nascite erano attestate sui mille, poi un calo inesorabile. Nel 2019 si erano registrati 660 nati contro gli 833 dell’anno precedente, ancora un drastico calo nel 2022, da 673 a 462, un lieve recupero nel 2023 (487) che però non ha fermato la decrescita perché nel 2024 i nati sono stati 375. Per quest’anno la previsione era di 240 nascite, dunque al di sotto della metà del tetto minimo. L’obiettivo dei sindaci era quello di avere un anno in più per avviare azioni di comunicazione e implementazione di nuovi servizi in modo che il punto nascita potesse recuperare in termini di nascite. Obiettivo difficile però da raggiungere, in quanto i nati nella Castellana sono intorno ai cinquecento all’anno, ma molte donne scelgono altre strutture, come Camposampiero, Cittadella, anche Bassano, per non parlare di Montebelluna, nello stesso distretto sociosanitario di Castelfranco.
Che cosa cambia per le future mamme
Dunque da ieri nessun vagito nelle sale di Ostetricia, ma a quanto pare è dal 26 ottobre che non vi sono nuovi nati. Che cosa succederà adesso? Il piano dell’Ulss 2 per la riconversione prevede il mantenimento a Castelfranco di tutti i servizi pre e post parto: «Il percorso di supporto alla genitorialità si sviluppa lungo i primi mille giorni di vita del bambino - ha precisato il direttore generale Giancarlo Bizzarri - la riconversione riguarderà esclusivamente il momento del parto e i tre giorni di degenza successivi, ovvero una minima parte di un percorso di accompagnamento che non solo resterà a Castelfranco ma sarà potenziato».
Il futuro delle sedici ostetriche del San Giacomo
Ma ora le donne saranno accompagnate nella scelta verso Montebelluna o Treviso. E in questo frangente si gioca anche il destino delle sedici ostetriche oggi al San Giacomo: metà di loro rimarranno qui proprio per seguire le future mamme, anche se non nel momento cruciale del parto, l’altra metà prenderà servizio in altri ospedali. Nei prossimi giorni verranno decise le nuove assegnazioni.
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