Caso Tindaci, l’appello dei genitori: «Dna per vedere chi guidava»

PD 06 aprile 2005 G.M...Festa di compleanno di mattia Tindaci al Gattopardo. a sx: mattia Tindaci al centro Alessandro Faltinelli e a dx Nicola Di Leo..(CARRAI) Foto festa di compleanno di Mattia Tindaci al Gattopardo - Carrai
PD 06 aprile 2005 G.M...Festa di compleanno di mattia Tindaci al Gattopardo. a sx: mattia Tindaci al centro Alessandro Faltinelli e a dx Nicola Di Leo..(CARRAI) Foto festa di compleanno di Mattia Tindaci al Gattopardo - Carrai

riese pio x. La famiglia di Mattia Tindaci non si rassegna e vuole conoscere la verità su chi effettivamente era alla guida della Ford Fiesta che il 5 aprile 2005 finì contro un platano a Riese Pio X e che costò la vita a Mattia stesso, 18 anni, e ai fratelli Nicola e Vittorio De Leo, 18 e 17 anni. Alla guida, secondo quanto stabilito dalla polizia stradale, seppur con il foglio rosa, c'era Mattia Tindaci. Si salvarono Alessandro Faltinelli, 17 anni, e Francesca Volpe, 21 anni, proprietaria dell’auto, che patteggiò nel processo penale. L'assicurazione della Volpe in sede civile ha risarcito la famiglia De Leo con 700 mila euro per la morte di Nicola e altri 700 mila euro per la morte di Vittorio, oltre ad un risarcimento per Alessandro Faltinelli, ferito. Nulla a Mattia Tindaci. Ma i genitori di quest'ultimo non hanno mai creduto che al volante ci fosse il figlio. E per questo motivo, nonostante una perizia avesse confermato che il sangue sulla cintura di sicurezza e sul sedile del guidatore non fosse di Tindaci, i genitori di quest’ultimo, sulla pagine Facebook chiedono che venga fatto un nuovo esame del Dna per stabilire la verità che, fino ad ora, secondo loro, è stata sempre negata: a guidare l’auto la notte dello schianto non era Mattia. —

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