Case in legno e sbancamenti tra le vigne: ordine di ripristino

VITTORIO VENETO. Via le casette in legno, il terrapieno e la strada interpoderale su un versante di collina tra i più suggestivi della città. Il Comune di Vittorio Veneto ha ordinato, il 20 dicembre, alla ditta “La Vigna del Colle società Agricola” di «provvedere immediatamente e comunque entro 90 giorni» a smantellare l’insediamento. Ma dalla società si replica che il ripristino ambientale è già avvenuto. Siamo all’interno di una delle più suggestive vigne delle Colline Unesco. È qui che Sarah Dei Tos – cui fa capo la società – coltiva il suo paradiso biologico e conduce anche un agriturismo. L’anno scorso ha voluto verificare la possibilità di sistemarvi un minuscolo villaggio da favola. Ma l’incantesimo si è presto rotto.
ordine di demolizione
Ora il dirigente del Comune sollecita lo smantellamento di due costruzioni in legno di 4 metri per tre, alte 2 metri e 50 centimetri, di un’altra struttura sempre in legno, ma aperta su 4 lati e coperta da tavolato e guaina bituminosa. E impone pure di rimuovere il terrapieno di 5 metri per 10, e 2 di altezza, e di ripristinare il pre-esistente declivio naturale del terreno. L’amministrazione municipale pretende anche l’eliminazione della strada interpoderale realizzata lungo il declivio.

l’ordinanza
L’ordinanza è la n. 413 del 20 dicembre e porta la firma del dirigente del servizio di gestione del territorio. La vicenda prende avvio il 15 giugno 2018 quando i Carabinieri forestali di Vittorio Veneto, a seguito di una segnalazione, appurano in un sopraluogo che «nelle proprietà situate nei pressi delle vie del Col de Luna e Doberdò» c’è una strada pavimentata in difformità al permesso di costruire, due costruzioni in legno, un’altra struttura e un terrapieno di 50 metri cubi, una seconda strada interpoderale realizzata mediante sbancamento del versante della collina per un’altezza di circa 2 metri, nonché un percorso pedonale costruito attraverso scavo e posa di lastre in pietra, per i quali – si precisa – «non è stato possibile accertare, da parte dell’ufficio Edilizia privata, la relativa regolarità» . Il 20 giugno dell’anno scorso veniva inviata alla ditta la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo, motivato anche dal fatto che l’area è soggetta a vincolo paesaggistico e di notevole interesse pubblico. Il 6 agosto 2018 “La Vigna del Colle” presentava istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica.
la soprintendenza
Ma il 27 maggio la Soprintendenza comunicava la “non compatibilità” degli interventi con la valenza paesaggistica dell’area vincolata. I competenti uffici comunali hanno deciso pertanto di procedere in assenza – come rilevano – della necessaria autorizzazione e dell’Accertamento della compatibilità paesaggistica. Da qui l’ordinanza contro la quale, comunque, è ammesso il ricorso al Tar o, in alternativa, al presidente della Repubblica. Ma dalla ditta “La Vigna del Colle” si fa sapere che le casette sono già state tolte e che il ripristino ambientale è già avvenuto. —
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