Caldo, le proposte del Pd a Treviso: «Bonus per plateatici climatizzati e cinema»

La Fipe ha lanciato l’allarme: d’estate locali fuori dal centro per salvare i conti. Il responsabile ambiente dei dem regionali Favero: «Bisogna intervenire sulla città con alberi, fontane e depavimentazione». Proposti aiuti anche per tenere aperti i teatri fin dalla mattina

Federico Cipolla
Il Pd propone plateatici climatizzati
Il Pd propone plateatici climatizzati

Bonus per i plateatici climatizzati e per proseguire la programmazione in cinema e teatri durante il giorno. Un doppio binario per far vivere la città anche nella morsa della caldo.

Sono due delle proposte di Matteo Favero, responsabile ambiente del Pd regionale. Una posizione, la sua, che arriva anche a seguito dell’allarme lanciato pochi giorni fa da Michele Pozzobon della Fipe: «I prossimi anni dovremo lasciare il centro nel periodo estivo per salvaguardare le nostre attività», ha detto, commentano il drastico calo degli incassi del plateatici a causa del grande caldo.

Come cambiare la città

«Dare ragione alla Fipe serve a poco. Occorre dare risposte serie. Se potessimo introdurre vantaggi fiscali - bonus climatici peraltro compatibili con la legislazione comunitaria - per plateatici climatizzati, ma anche aperture di cinema e teatri dal mattino a sera gratuitamente, renderemmo un doppio servizio: una città che non rischia sempre più di essere un deserto non solo climatico, un sostegno alle attività culturali e imprenditoriali», dice Favero.

«Un esperimento, l’operazione Grande Freddo, che la città di Roma sta facendo in questi giorni e che sta riscuotendo un successo senza precedenti», conclude. Per un’operazione del genere però servono fondi. La strada secondo l’esponente del Pd è l’utilizzo dei soldi che ogni anno lo Stato ottiene attraverso le aste Ets, ovvero la vendita delle quote di emissione di Co2.

«Dal 2012 l’Italia vincola metà di questi proventi a coprire il debito pubblico. Un unicum in Europa. Invece noi proponiamo che almeno il 50% venga destinato a misure strutturali per affrontare la crisi climatica». Ed ecco che quindi un bonus fiscale del 50% per un plateatico climatizzato potrebbe convincere qualche locale a restare in città, e consentirebbe di non rinunciare agli incassi della stagione.

La crisi di bar e ristoranti

In questi giorni basta guardarsi attorno per rendersi conto della gravità della situazione. Meno trevigiani del solito sembrano essere andati in vacanza - anche ieri al mercato non mancava certo la clientela, nonostante fosse l’8 agosto - ma i plateatici dei bar erano desolati. «Ci stanno salvando i turisti stranieri, altrimenti non so a che punto saremmo», ha detto Pozzobon, «il caldo ha impattato sui fatturati, da metà giugno accusiamo una contrazione del 15% rispetto all’estate 2025. Con 35 gradi non consumi all’aperto e fai difficoltà a prenderti anche un gelato. Forse bisognerà modificare le strategie. Ho conoscenze a Modena: lì qualche attività del centro storico, nel periodo estivo, si trasferisce nelle campagne», ha concluso il presidente della Fipe. I baristi hanno raccontato di interi turni a pranzo saltati e di alcolici invendibili, cocktail in primis. Un crollo degli incassi che per alcuni ha toccato il 40%.

Depavimentazione e alberi

Ma di soli plateatici non vive una città, da qui il secondo fronte su cui intervenire secondo Matteo Favero, che sottolinea anche la proposta di Marco Zabai per la depavimentazione. «L’Ispra ha competenze scientifiche per aiutare a mettere in campo progetti concreti insieme ai Comuni per depavimentare, lottare contro le bolle di calore in città, a costruire boschi urbani e fontane anche in parti della città più e più soggette al caldo.

Molto in tal senso si sta facendo a Padova, Verona e Vicenza. I boschi urbani in periferia servono a combattere l’inquinamento quelli in città a combattere il caldo e le bombe d’acqua per la capacità del terreno di assorbire precipitazioni sempre più forti», aggiunge Favero. Con l’estrema siccità di queste settimane, i boschi urbani stanno soffrendo in modo particolare.

Quello di San Paolo per esempio ha alberi secchi e foglie ingiallite; le due piogge notturne recenti non sono di certo sufficienti. E in un centro storico che, eccezion fatta per le mura, ha pochissime zone alberate, intervenire sul verde potrebbe essere determinante. Il Pd pensa anche alle fontane a sfioro nelle piazze, che ormai di vedono in moltissime città e che «riducono al temperatura anche di cinque gradi». Progetti che fanno parte anche della proposta di legge presentata il 6 agosto alla Camera dalla capogruppo Pd Chiara Braga e dalla segretaria nazionale Elly Schlein.

La variante urbanistica

«Dobbiamo cominciare a riprogettare Treviso mettendo al centro l’adattamento ai cambiamenti climatici: più suolo permeabile, più alberi e ombra, più infrastrutture verdi e blu, una migliore gestione dell'acqua», ha detto il consigliere Zabai. «Adesso quella mozione sulla depavimentazione deve diventare azione amministrativa, siamo ancora in tempo per intervenire anche sulla variante urbanistica appena adottata per introdurre già all’interno dello strumento urbanistico azioni concrete che accelerino questo processo. Ma serve anche un piano immediatamente operativo sulla depavimentazione, come altri Comuni stanno già facendo».

 

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