Centraline sotto stress: blackout e disagi nella Marca
Via la corrente a Quinto, Castelfranco, Mogliano, Conegliano, Paese e Treviso. Il presidente della categoria termoidraulici di Confartigianato Marca Trevigiana: «L’anno scorso ondate simili, ma almeno quindici giorni più tardi»

«Mia mamma ha quasi cent’anni e l’insulina che le devo somministrare non può essere conservata fuori dal frigorifero. Ma quando torna la corrente?». È una delle domande che, ieri pomeriggio, risuonava in una delle case di Quinto rimaste senza elettricità per un guasto a una centralina.
I frigoriferi sono rimasti spenti, i condizionatori fuori uso e le famiglie sono state costrette ad attendere per ora il ripristino del servizio.
È soltanto l’ultimo di una lunga serie di blackout che, negli ultimi giorni, hanno messo in difficoltà la Marca.
A mettere sotto pressione la rete elettrica è l’ondata di caldo eccezionale, con temperature ben oltre la media stagionale che spingono al massimo consumi e impianti. Le centraline vanno in sovraccarico e, all’improvviso, tutto si spegne.
Strade, frazioni e interi isolati restano senza corrente per minuti o, in alcuni casi, per ore. Accade nei momenti più torridi della giornata, ma anche di notte, proprio quando si cerca un po’ di refrigerio prima di affrontare un’altra giornata sotto il sole.
Raffica d’interventi
Negli ultimi giorni le richieste di intervento sopraggiunte ai vigili del fuoco si sono moltiplicate per guasti dovuti al surriscaldamento di cabine e quadri elettrici.
Segnalazioni concentrate soprattutto a Quinto di Treviso, Mogliano, Paese, Castelfranco, Conegliano e in città nei quartieri di San Giuseppe e Santa Bona.
Da E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel, spiegano che le temperature eccezionali rendono più difficile la dispersione del calore dai cavi interrati: i materiali isolanti vengono sottoposti a uno stress superiore al normale e aumentano il rischio di interruzioni accidentali della fornitura.
«La rete è monitorata 24 ore su 24 attraverso il sistema di telecontrollo dei centri operativi che consente in molti casi di rialimentare da remoto le utenze coinvolte», rassicurano, «mentre le squadre tecniche intervengono sul posto per riparare il guasto e ripristinare il servizio nelle aree circoscritte».
Climatizzatori senza sosta
L’ondata di caldo che sta investendo la Marca si riflette anche sul lavoro dei termoidraulici, chiamati a un numero crescente di interventi.
«Negli ultimi due giorni le richieste sono aumentate sensibilmente», racconta Adriano Zanchetta, presidente della categoria termoidraulici di Confartigianato Marca Trevigiana, «stiamo effettuando soprattutto manutenzioni che dovevano essere eseguite prima dell’inizio della stagione estiva, qualche riparazione e, in misura minore, nuove installazioni. L’anno scorso abbiamo vissuto ondate simili, ma sono arrivate almeno quindici giorni più tardi».
A fare la differenza, sottolinea, sono soprattutto le notti tropicali. «È quello che le persone ci raccontano continuamente: non riescono più a dormire», prosegue, «quando di notte il termometro non scende sotto i 24 gradi, il corpo non recupera e il giorno dopo la fatica si sente tutta. Anche gli impianti sono messi a dura prova. I condizionatori lavorano per molte più ore e in condizioni più gravose. Se non sono stati sottoposti alla manutenzione ordinaria, aumentano le probabilità di guasti. La pulizia dei filtri, la sanificazione e il controllo dell’unità esterna andrebbero effettuati prima dell’estate».
L’utilizzo degli impianti, spiega Zanchetta, dovrebbe essere guidato «dal buon senso»: la temperatura interna ideale è di sei, sette gradi inferiore rispetto a quella esterna.
I blackout registrati negli ultimi giorni sono riconducibili anche all’aumento dei consumi nelle ore notturne. «Quando migliaia di impianti lavorano contemporaneamente», conclude Zanchetta, «l’assorbimento cresce e la rete viene messa sotto pressione».
L’estate è iniziata da pochi giorni sul calendario, ma per i termoidraulici sembra già pieno agosto. E il timore è che il periodo più difficile debba ancora arrivare.
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