Caccia alla Audi gialla terrore a Nordest

Non avevano scelto un’auto anonima, una banale Panda, magari pure un po’ scalcagnata. No: un’Audi RS4 gialla, pure con targa svizzera. E al volante del bolide capace di sfiorare i 280 chilometri...

Non avevano scelto un’auto anonima, una banale Panda, magari pure un po’ scalcagnata. No: un’Audi RS4 gialla, pure con targa svizzera. E al volante del bolide capace di sfiorare i 280 chilometri orari, si erano messi a sfidare per un mese polizia e carabinieri in una fuga continua. Inseguimenti, posti di blocco sfondati, conflitti a fuoco, corse folli in autostrada. E prima delle rocambolesche scorribande, pure furti e rapine. A gennaio del 2016 la banda dell’imprendibile Audi gialla era diventata lo spauracchio del Nord-Est, almeno fino a quando non è stata ritrovata bruciata nelle campagne trevigiane di Onè di Fonte. Non se n’è saputo più nulla fino a settembre quando, dopo otto mesi di indagine, è stato arrestato almeno uno dei membri della banda dell'Audi gialla.

Un cittadino albanese di 36 anni, Vasil Rama, è finito in manette - bloccato dai carabinieri di Venezia - al confine tra l'Albania e la Grecia. Per gli inquirenti era il conducente dell'Audi gialla utilizzata dalla banda per compiere razzie tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. L'uomo è stato bloccato tramite il servizio di cooperazione internazionale del Ministero dell'Interno e con la collaborazione della polizia ellenica.

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