Caccia ai vandali del treno indaga la polizia scientifica

MOTTA DI LIVENZA. Continuano le serrate indagini per risalire al tentativo di sabotaggio del treno merci Cervignano-Milano che ha rischiato il deragliamento venerdì pomeriggio attorno alle 17, all’ingresso della stazione ferroviaria di Motta di Livenza, importante scalo lungo la linea a binario unico Portogruaro – Treviso. Due sedie, come si ricorderà, erano state piazzate da un gruppo di vandali lungo l’intersezione tra binario 1 e binario 2 della stazione, dopo il ponte di ferro sulla Livenzetta. La sedia colpita dalla motrice del treno merci, che si è fermato giusto per valutare eventuali danni (ma non sembra ce ne siano stati) era “imbottita” di sassi, molto probabilmente presi dalla vicina massicciata. Le indagini della Polizia ferroviaria di Portogruaro, che sta lavorando assieme ai colleghi della Polizia ferroviaria di Treviso, non hanno portato finora all’identificazione dei responsabili.
Ci sono però dei punti a favore della forze dell’ordine che stanno conducendo le indagini. Innanzitutto: l’impatto tra il treno merci e la sedia ha sgretolato la stessa in ben 33 pezzi, 33 reperti che possono risultare molto utili. I 33 reperti nella notte tra venerdì e ieri sono stati inseriti in altrettante buste; quindi sigillate e trasferite da Portogruaro, dove sono state sottoposte a una primaria analisi, alla sede del commissariato di polizia di Stato di Jesolo. Nel posto di polizia jesolano c’è infatti la sede della polizia scientifica del Veneto orientale che si occuperà del caso. Gli agenti analizzeranno con cura i 33 reperti per catturare le impronte di coloro che hanno posizionato le due sedie sui binari. Pochi minuti dopo l’evento c’è stato un sopralluogo da parte della Polfer, unitamente agli agenti di Polizia locale di Motta di Livenza, proprio sul corso della Livenzetta per verificare che qualche reperto non fosse caduto nel fiume che attraversa il centor cittadino mottense. L’esito del sopralluogo è stato però negativo. Alla stazione ferroviaria di Motta di Livenza si è recato anche il comandante della Polfer di Portogruaro in persona, Mario Augello, il quale non si è voluto esprimere di fronte ai cronisti. «Stiamo lavorando, non possiamo dire nulla». La Polfer portogruarese è comunque riuscita a stabilire che si può escludere categoricamente l’atto di terrorismo. Le indagini stanno seguendo una precisa direzione. Lo sa anche il pubblico ministero di turno della magistratura trevigiana, che si è mantenuto anche ieri in stretto contatto con gli agenti della Polizia ferroviaria, alla luce anche del fatto che la prima impressione, pare, sia quella giusta. A posizionare le due sedie potrebbero essere stati dei ragazzini annoiati, che volevano trovare un diversivo per divertirsi un po’. Tra le ipotesi è stata esclusa anche quella secondo cui il posizionamento delle sedie sul sedime poteva sembrare una forma di protesta contro la rumorosità dei treni. «Escludo in modo categorico tutto questo» condanna il sindaco di Motta di Livenza, Paolo Speranzon « le richieste per il controllo della velocità di alcuni treni e l’installazione delle barriere fonoassorbenti nulla c’entrano con questo stupido atto di vandalismo». Il mistero sugli autori del sabotaggio potrebbe essere risolto entro la metà della prossima settimana.
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