Buco da 300 mila euro nei condomini a Treviso: «Tanti bonifici alla moglie di Zacconi»

TREVISO. Gli inquilini sono le prime vittime del maxi buco nei conti condominiali che fa capo alla gestione della Nino Bixio Snc. Devono fare i conti con decine di bollette non pagate che ora i gestori chiedono di incassare. Tra loro e le (purtroppo inevitabili) fatture gli amministratori di condominio che in questi giorni vengono convocati per subentrare allo “scandalo Bixio” e cercare una mediazione. Lo studio di Paolo Carestiato e Silvia Bonesso è uno di questi. Si era già trovato nella stessa situazione con l’altro grande scandalo che coinvolse decine di condomìni: il caso Restera.
Carestiato, qual è la situazione?
«Stiamo cercando di fare ordine, i residenti tra titubanze e incredulità ora si sono rivolti ad un legale. Faranno denuncia».
Ci sono ammanchi o bollette non pagate?
«Si, nell’ordine di alcune migliaia di euro».
Che bilancio avete trovato nel momento in cui siete stato chiamati a farvi carico del dopo-Zacconi?
«Un bilancio complicato, sicuramente confuso, con molte – e dico molte – operazioni che sicuramente non sono conformi, vanno approfondite, chiarite. Io non so se questo sia un caso o fosse il metodo della Nino Bixio, certo è che noi lavoriamo in maniera molto diversa, e lavoriamo seriamente».
Ci fa qualche esempio?
«Andiamo da prelievi di una ventina di euro, quando non addirittura meno, a operazioni da qualche migliaio di euro che entrano ed escono senza una ragione specifica, senza una fattura di riferimento. Bonifici fatti a vantaggio di altri condomìni, e bonifici fatti a persone fisiche. Movimentazioni incomprensibili».
Anche alla moglie di Zacconi? Ermellina Cenedese?
«Si, e non so perchè».
Un’abitudine?
«Quella dei movimenti contabili in un certo senso sì, ma per quanto riguarda i bonifici che non riusciamo a giustificare, come quelli alla moglie, pare più che altro concentrata in periodo, nel 2015... c’è pure un bonifico ad una casa vacanze in Chianti, di cui ha scritto la tribuna».
Bonifici alla moglie, di quanto parliamo?
«Stiamo facendo ancora i calcoli, ma abbastanza».
Come venivano fatti?
«Come e da chi non lo so, so solo che a bilancio sono registrati dei bonifici a vantaggio del condominio un giorno, e il giorno dopo la stessa cifra che esce all’indirizzo della moglie. E dopo qualche altro tempo nel conto entra un altro versamento non chiarito, e in contanti o assegni per un’altra cifra, che poi va a pagare una fattura».
Sospetti?
«Io non faccio l’investigatore e preferisco non fare ipotesi spetterà semmai ad altri. Quel che è certo è che è un groviglio impossibile da decifrare».
Lei aveva gestito anche il post-Artuso, altro maxi buco nei bilanci. Siamo nella stessa situazione?
«Di fatto sì: i condomini si ritroveranno a dover pagare di nuovo. Speranze di rintracciare i soldi credo non ce ne siano, così come non ce ne sono state al tempo. C’erano solo gli ammanchi, non altro. Forse il caso Zacconi è ancor più caotico».
Qualcuno tra gli inquilini poteva capire? Sapere?
«Difficile dare colte a chi oggi è il principale beffato. Con gli amministratori spesso di crea un rapporto fiduciario, e specie con chi come Zacconi gestiva alcuni immobili da anni. La Nino Bixio accettava tanti contanti, tanti assegni, è una procedura che non va bene, ma alle volte risulta facie ad inquilini anziani che sono poi i primi a fidarsi, purtroppo, ciecamente. E magari c’è chi se ne approfitta».
E adesso?
«Auspico si facciano verifiche, intanto purtroppo tocca ri-pagare». —
Federico de Wolanski
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