Bosco venduto e abbattuto «E ora pure avvelenato»

REFRONTOLO. Quaranta ettari di bosco venduti e rasi al suolo per far posto al vigneto. Rifiuti da demolizione usati per i drenaggi. Un’intera area turistica, a due passi dal Molinetto della Croda, spazzata via. Scoppia un nuovo caso tra i boschi di Refrontolo, Cison e Tarzo: i cittadini protestano e si rivolgono al Corpo Forestale di Valdobbiadene. Ieri pomeriggio era in programma un sopralluogo per verificare che l’intervento e i materiali usati siano a norma di legge.
Non è la prima volta che i boschi attorno al Molinetto spariscono per far posto ai vigneti di Prosecco Docg. La protesta parte da un escursionista di Refrontolo, Giuseppe Piol, che ha scoperto i lavori sul sito durante una passeggiata per raggiungere il bivacco Casinet de Oc: «Ho visto il mio bosco preferito raso al suolo. Un luogo di incantevole bellezza, mi sento come se avessero ammazzato il mio migliore amico, quello che sta succedendo è una vergogna».
Dopo lo sfogo, la reazione: «Ho inviato le foto al Corpo Forestale. Comprese quelle dei drenaggi, dove si stanno utilizzando calcinacci, fili elettrici, tubi di metallo, tutt’altro rispetto al misto riciclato previsto dalla legge». Piol gestisce un bed&breakfast: tanti suoi ex clienti, da tutto il Veneto, gli hanno scritto per solidarizzare con la sua battaglia: «Con questo scempio perderemo anche i turisti».
I circa 40 ettari in questione erano di proprietà della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiana, che un anno fa li ha venduti all’asta: «Ci siamo trovati a non avere risorse per portare avanti il progetto turistico che avevamo in mente per quell’area», spiega il presidente, Gino Lucchetta. Il progetto prevedeva la valorizzazione del bivacco Marsini, ma con il ritiro di Cassamarca dall’operazione la Comunità ha gettato la spugna. «Inizialmente l’asta era stata vinta da un’azienda di Tarzo, che poi è finita in concordato e si è defilata. È subentrata una cantina di Valdobbiadene, che ha comprato l’area per circa 225 mila euro. I controlli sul sito spettano al Corpo Forestale. Capisco che ora l’intervento sia molto impattante, ma col tempo ricrescerà l’erba e il tutto sarà meno pesante».
Con quei soldi, la Comunità Montana ha acquistato un pascolo nella zona di Vittorio Veneto: il turismo prenderà strade diverse da quelle del Molinetto. Anche un consigliere di Refrontolo, Alberto Dalle Ceste, ha definito «uno scempio» l’intervento, promettendo di sottoporre il caso alla sua giunta.
L’area, tuttavia, è a cavallo di tre Comuni, e il bosco raso al suolo è quasi interamente sotto la giurisdizione di Tarzo.
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