Borgo Mazzini pedonale? Non così

Ascom chiede un piano: «No a interventi-spot, vanno portati nuovi abitanti»
L’idea della giunta di pedonalizzare borgo Mazzini continua a tenere banco. Se sul piano politico arriva la decisa bocciatura dalla Lega è l’Ascom a esprimere tutte le sue perplessità sulla proposta. «È quasi come prospettare una vacanza senza dire la meta del viaggio», dice l’associazione guidata da Renato Salvadori, che sottolinea come «non ci sia alcun piano spiegato», e come «la città continui a esser in calo demografico».


E dal borgo parlano Giancarlo Pupin e Franco Gola, titolari di negozi storici gestiti dalle rispettive famiglie da generazioni: «Prima di commentare, vorrei vedere il piano complessivo della pedonalizzazione dell’intera città», dice Pupin, «ragionare in un’ottica almeno quinquennale, capire ad un tavolo tutto ciò che non è ancora chiaro. Questa piazza ha un suo equilibrio, c’è un mercato importante che attrae molte persone e che va ulteriormente valorizzato, ha bisogno di un’accessibilità anche per gli anziani residenti».


«Occorre capire che idea di città ci stanno proponendo», rilancia Gola. «Una città-museo, una città per anziani o una città viva, con un commercio pulsante? Borgo Mazzini è già una piazza a ridosso della cinta muraria, rappresenta uno dei pochi e preziosi spazi parcheggiabili dentro le mura, è spesso, sede di manifestazioni sportive. Per questo si deve procedere con molta cautela, con competenza ed idee chiare. È utile confrontare i dati economici di altre zone pedonalizzate, poi si potrà ragionare su sviluppi e prospettive».


Dal canto suo, Renato Salvadori, presidente di Ascom-Confcommercio, è molto deciso; «Possono pure pensare il borgo come i Navigli a Milano o piazza del Plebiscito a Napoli, tutto bello», dice, «ma la condizione
sine qua non
è una sola: occorre restituire abitanti, al centro, mancano i 20 mila abitanti di 10 anni fa, e senza questa premessa qualsiasi progetto perde di significato».


Si diceva della Lega Nord. Massimo Candura, segretario cittadino, stronca il progetto: «Vediamo continue voci di Ztl e pedonalizzazione a 'spot', senza tener conto del fatto che la città non è divisa in compartimenti stagni, ma è un complesso da organizzare con cura», dichiara il big del Carroccio, « se l'idea della giunta è chiudere Borgo Mazzini quasi fosse un cortile, deviando il traffico su viale III Armata, allora chi oggi governa la città forse non ha mai percorso tali strade nel periodo scolastico: viale III Armata nelle ore di punta è già al collasso, sarebbe un infinito serpente di auto». E conclude: «Chi non vuole la vivibilità della città? Ma una città dev’essere anche 'viva' e 'accessibile. La giunta sbaglia percorso: prima si pianificano trasporti, parcheggi e servizi, poi le Ztl e l’accessibilità delle diverse zone. Altrimenti, per avere meno auto, si uccide la città»


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