Bollette d’acqua salate, Ats nel mirino

Farra di Soligo: una coppia di pensionati costretta a sborsare 231 euro: «Impossibile, il consumo è dieci volte inferiore»

di Glauco Zuan

FARRA DI SOLIGO

Avrebbero consumato 322 metri cubi di acqua potabile in sei mesi, praticamente una media di oltre 50 metri cubi al mese, pari a quasi due metri cubi al giorno. No, non stiamo parlando di un’azienda, ma di una semplice coppia di pensionati di Farra di Soligo. Che, nelle scorse settimane, per il consumo domestico da febbraio a luglio 2011 si è vista recapitare da Ats una fattura per 231,61 euro. Un’enormità, considerato che anche le bollette precedenti testimoniano un consumo semestrale di qualche decina di metri cubi d'acqua. Non certo i 322 metri cubi conteggiati da Alto trevigiano servizi, da un anno esatto il nuovo gestore dell’acquedotto comunale. Che, tra l’altro, hanno determinato lo sforamento della fascia più bassa e l’applicazione di tariffe maggiori. Ma a nulla sono valse le richieste di spiegazioni del figlio della coppia, presentatosi allo sportello Ats nella sede del gruppo Ascopiave di Pieve di Soligo convinto che si trattasse di una classica «bolletta pazza», una svista dell'operatore che ha letto il contatore domiciliare. «È una situazione che non ha nessuna spiegazione logica – afferma il figlio dei due pensionati di Farra – per me è un semplice errore di rilevazione da parte di chi ha fatto la lettura. Siamo di fronte ad una famiglia che ha sempre avuto un consumo annuo di poche decine di metri cubi. Come si fa ad addebitare 322 metri cubi d’acqua? Possibile che nessuno si interroghi cosa sta succedendo? È il bello è che allo sportello Ats non hanno neanche un archivio dei consumi individuali, come all’Enel o alla Telecom, tale da fare subito un confronto al video del terminale con gli utenti che chiedono spiegazioni». La famiglia, tra l’altro, aveva fatto preventivamente tutti gli accertamenti del caso, per individuare cioè un'eventuale perdita lungo le conduttore a valle del contatore. Chiusi tutti i rubinetti di casa, però, il contatore dell’acqua si è automaticamente fermato. Quindi, nessuna macroscopica perdita a valle, tale da giustificare un consumo così spropositato. Ma la risposta fornita dallo sportello Ats di Pieve di Soligo ha lasciato l’amaro in bocca al figlio dei pensionati. «Praticamente ho capito che i miei genitori devono pagare, perché ... è giusto così – chiude amaramente – Ma quello che mi ha lasciato ancora più stupito è stato vedere decine di anziani che andavano a chiedere spiegazioni per altrettante bollette poco realistiche. Ripeto, come è possibile addebitare consumi di centinaia di metri cubi e, quindi, centinaia di euro a persone anziane che vivono da sole? Noi pagheremo, ma c’è qualcosa che non va». Così, a malincuore, la coppia di pensionati la settimana scorsa ha pagato il primo acconto (di 115,81 euro), mettendo in preventivo pure il pagamento della seconda rata al 20 marzo. Eppure, la scorsa primavera, dopo i reclami dei titolari dei contatori, Ats aveva corretto una serie di «bollette pazze» relative ai consumi 2010 nel comune di Farra. Nel caso di due condomini del complesso «Tre stelle» di via Patrioti, i consumi sfondavano addirittura i 3.000 metri cubi con fatture tra i 2mila e i 3mila euro da spartire tra sei nuclei familiari. Importi spropositati, anche in questo caso testimoniati da consumi storici notevolmente inferiori. Non a caso, dopo i reclami allo sportello, la direzione aveva corretto gli importi addebitati inizialmente, riducendo la fattura di un blocco da 2.340,13 a 112,56 euro e quella di un altro blocco da oltre 3mila a poco più di 200 euro.

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