Chiude Bike me, l’ex officina del mito Pinarello: tutte le biciclette vanno all’asta

L’attività avviata dall’ex ciclista Matteo Drusian è cessata. «Negozio chiuso», recita il cartello affisso sulla vetrina.  È il risultato delle sorti della Bike Me, la società con cui Drusian aveva iniziato a lavorare all’ex Pagnossin nel “Bike me hub” - ora ha una nuova gestione affidata ad altra società - e che dopo un paio di anni aveva abbassato le serrande, e l’attività di Drusian era stata trasferita

Federico Cipolla
Svuotate le vetrine nello stabile che fu l’officina di Giovanni Pinarello
Svuotate le vetrine nello stabile che fu l’officina di Giovanni Pinarello

Il sogno di tenere saldo il legame tra la bicicletta e il negozio di via Casa di ricovero è durato solo un anno. Da qualche giorno le vetrine che ospitarono la prima officina di Nani Pinarello sono di nuovo desolatamente vuote. L’attività avviata dall’ex ciclista Matteo Drusian è cessata. «Negozio chiuso», recita il cartello affisso sulla vetrina. All’interno non c’è già più nulla, nè biciclette nè mobilio.

È il risultato delle sorti della Bike Me, la società con cui Drusian aveva iniziato a lavorare all’ex Pagnossin nel “Bike me hub” - ora ha una nuova gestione affidata ad altra società - e che dopo un paio di anni aveva abbassato le serrande, e l’attività di Drusian era stata trasferita. Poi nel 2025 la folgorazione: riaprire l’officina dove negli anni Sessanta nacque il fenomeno Pinarello.

Il ritorno a casa

«Per me è come essere tornato a casa, sono stato per dieci anni dipendente del negozio Pinarello, me ne sono andato quattro mesi prima che chiudessero», aveva detto Drusian, ex ciclista fino ai dilettanti, riaprendo il negozio, chiuso quattro anni prima nell’ambito del riassetto della Pinarello. Un’operazione che aveva portato anche il punto vendita in Strada Ovest, rinunciando alla storica vetrina di piazza del Grano (era gennaio 2022), ora sostituita da un bar. Oggi lo store del brand (azionista di maggioranza è il magnate sudafricano Ivan Glasenberg, Fausto Pinarello è presidente esecutivo) è in viale della Repubblica a Fontane di Villorba, accanto al quartier generale. Ma lì in via Casa di ricovero, legati alla vetrina di piazza del Grano, c’erano il negozio specializzato nell’attrezzatura e nell’abbigliamento per tutti gli altri sport (l’insegna è ancora al suo posto), e appunto l’officina da cui tutto era iniziato.

I cimeli

Drusian aveva provato a rilanciarla contando sulla riconoscibilità del luogo per i trevigiani. Gli spazi sono di proprietà dell’Rcl holding che fa riferimento alla famiglia di Carla Pinarello, figlia di Nani. E anche grazie all’amicizia con la figlia in negozio era possibile apprezzare qualche cimelio della storica Maglia nera del Giro d’Italia. Drusian all’interno aveva aperto l’officina, e anche la vendita di city bike e bici elettriche multimarca, il noleggio di e-bike, pensando in particolare al cicloturismo.

L’ex Pagnossin

Una formula che con Bike Me era stata già sperimentata all’ex Pagnossin. Stesso tipo di business, con officina pronto intervento e noleggio e-bike, sfruttando la vicinanza con l’aeroporto e con la ciclabile Treviso Ostiglia. Un esperimento che però non ha funzionato, portando ad un cambio di gestione.

Asta e liquidazione

Ora l’hub alla Pagnossin è gestito dalla CyclingSile riconducibile alla concessionaria Autosile. Nel frattempo la Bike Me di Drusian è invece stata messa in liquidazione giudiziale, e le biciclette sono all’asta (incanti fissati per l’11 novembre, il 18 e il 25, con una trentina di prodotti in vendita). Per Treviso però significa perdere quell’ultimo tassello, che ancora oggi, ricordava cos’era successo in piazza del Grano, quel fenomeno partito da un’officina che ha conquistato il mondo.

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