Tutti nei bed and breakfast e hotel semi-vuoti: «Un fenomeno da governare»

Cher (Federalberghi) sulle riconversioni della ricettività: «Serve una regia condivisa, Ca’ Sugana non ci escluda»

Andrea Passerini
In via Dandolo un ex negozio è stato trasformato in un alloggio turistico
In via Dandolo un ex negozio è stato trasformato in un alloggio turistico

«Bene il tavolo sui Bed & breakfast e le riconversioni dei piani terra, ma ci siamo anche noi, e siamo pienamente disponibili a partecipare al tavolo annunciato dal Comune».

Giovanni Cher, presidente di Federalberghi Treviso aderente a Confcommercio, batte un colpo a Ca’ Sugana per poter esprimere la voce della categoria su un tema che tocca da vicino il settore recettivo cittadino, alle prese con il fenomeno delle locazioni turistiche e delle strutture extraalberghiere. «Attenzione, quando si parla di boom di B&B e degli appartamenti a uso turistico», avverte ancora Cher, «questo è vero solo in parte, la gran parte dei casi della nuove attività è il frutto dell’emersione dopo le norme che sono state introdotte nel settore, che hanno fatto emergere chi in passato operava abusivamente».

Il quadro del capoluogo, è emblematico: gli alberghi intercettano ora il 35% del mercato, il dato storicamente più basso (per anni e anni la quota era riuscita ad attestarsi sopra il 40%, più recentemente era scesa al 39%) e in questa congiuntura, dove la ventina di alberghi nel territorio comunale fronteggia quasi 540 strutture extralberghiere o appartamenti, c’è il fenomeno dei picchi legati agli eventi culturali sportivi e d’affari. Movimento nei weekend, meno durante la settimana.

«Il fenomeno della crescita dell’extraricettivo, congiunto alla crisi del commercio tradizionale ed alla chiusura delle botteghe storiche di piccole dimensioni, vanno governati alla luce delle trasformazioni in atto», argomenta Cher, «la città di Treviso, e con essa altri centri della provincia, stanno vivendo una profonda metamorfosi che chiama tutti – amministratori, imprese, professionisti, cittadini e corpi intermedi – a ragionare su una nuova visione ampia e complessiva che comprenda l’equilibrio e l’integrazione tra le varie funzioni: turistica, residenziale, commerciale, urbanistica ed architettonica».

Di qui il plauso al tavolo di confronto trasversale e aperto a nuove proposte. «A noi albergatori compete di poter garantire un’offerta turistica di qualità, laddove il turismo possa diventare una leva di sviluppo e di riqualificazione per il centro e per il territorio circostante, per i suoi cittadini, anche per i lavoratori e le lavoratrici che frequentano la città negli orari di lavoro. Una città moderna deve armonizzare tutte le funzioni». Richiamo alla qualità non casuale, cavallo di battaglia storico della categoria sin da quando si è registrato il boom dell’extralberghiero. “Indicatore” sui cui la categoria ha sempre richiamato le istituzioni.

Ma adesso, c’è il fenomeno delle vetrine riconvertite. E qui Federalberghi, qui a Nordest, sta monitorando tutte le tendenze in atto come reazione alla crisi del commercio. E se a Treviso piace convertire le vetrine spente in bed and breakfast, dal centro alla zona stazione ferroviaria, ecco che altrove spuntano anche destinazioni residenziali. «Se ne può parlare», dice Cher. 

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