La banda dei tredicenni in azione sulla pista di ghiaccio: rapinati due ragazzini

Sono stati avvicinati vicino alla pista allestita in centro a Montebelluna, hanno dovuto consegnare anche il portafoglio. Per paura non avevano denunciato

Enzo Favero
Una banda di tredicenni sta seminando il panico a Montebelluna
Una banda di tredicenni sta seminando il panico a Montebelluna

I rapinatori tredicenni, che lunedì  29 dicembre hanno cercato di farsi consegnare soldi e portafoglio da due coetanei in piazza D’Annunzio a Montebelluna, hanno colpito anche il giorno precedente; in quella occasione sono riusciti nel loro intento, tanto da appropriarsi del portafoglio di un ragazzino e farsi consegnare cuffiette e cinque euro da un altro.

La paura di denunciare

Domenica 28 erano in tre: un ragazzino e due ragazzine, non in due come lunedì. Un’esperienza traumatica per i rapinati, tanto che uno dei ragazzini, tornato a casa, non ha raccontato nulla di quanto gli era accaduto, seppure la mamma lo avesse visto diverso dal solito e gli avesse chiesto il motivo.

Aveva paura di ritorsioni da parte dei bulli se avesse raccontato cosa gli era accaduto e se avesse denunciato la rapina. Il giorno dopo, è stata una telefonata della mamma dell’altro ragazzino rapinato a convincerlo a raccontare tutto.

Appena vuotato il sacco con i genitori, mamma e figlio si sono recati alla caserma dei carabinieri di Montebelluna e hanno presentato la denuncia.

Il colpo alla pista di ghiaccio

Preoccupante il quadro che ne è emerso. Il 13enne domenica pomeriggio si era recato in centro per andare alla pista di ghiaccio, insieme ad un amico. Erano all’incirca le 17, quando ai due si sono avvicinati un ragazzino e due ragazzine.

Hanno cominciato ad insultarli e a minacciare l’amico che se non avesse dato loro il portafoglio le avrebbero prese. A quel punto, impaurito, lo aveva tirato fuori dalla tasca e il baby rapinatore glielo aveva strappato di mano.

Poi era toccato all’amico, a cui avevano intimato di consegnare giubbotto e soldi e costringendolo a svuotare le tasche. Anche lui, spaventato, ha fatto quanto gli era stato ordinato: da una tasca ha tirato fuori delle cuffiette, dall’altra il telefonino che, all’interno della cover, conteneva 5 euro. Poi, mentre i tre rapinato bulletti in erba parlavano tra loro con il bottino in mano, i due tredicenni taglieggiati sono scappati. Episodi quelli di domenica e di lunedì che hanno destato parecchio allarme in città, protagonisti dei ragazzini.

Puppato: «Controlli sulle famiglie»

«Appena ne sono stata informata» afferma l’ex sindaca Laura Puppato, «ho chiamato il comandante della polizia locale per spiegargli cosa era accaduto. Mi ha detto che vedrà di potenziare i servizi in centro in base alle disponibilità di agenti che ha e che sarebbe utile una descrizione dei baby rapinatori per tenerli d’occhio quando sono in giro. Certo la repressione è necessaria quando si verificano episodi di questo genere, ma altrettanto importante è la prevenzione. Sappiamo tutti chi sono e sarebbe necessario verificare se vanno a scuola ed effettuare degli interventi di prevenzione mirati nei confronti di questi ragazzi, interventi che in passato venivano fatti ma che successivamente sono stati accantonati».—

 

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