Baita al Lago rischia sei mesi di chiusura

La richiesta di sospensione è sul tavolo del questore. Il locale è nel mirino dopo la denuncia per stupro e il blitz antidroga
Di Marco Filippi

CASTELFRANCO. La discoteca “Baita al Lago” di Castelfranco rischia da un minimo di 15 giorni ad un massimo di sei mesi di sospensione della licenza. La richiesta di sospensione da parte dei carabinieri della compagnia di Castelfranco è arrivata ieri mattina sul tavolo del dirigente della polizia amministrativa della questura. Ora ci vorrà qualche giorno di istruttoria e poi sarà emessa la decisione. Salvo sorprese, pare che l’intenzione del questore Tommaso Cacciapaglia sia quella di usare la mano pesante. Ma ci vorrà ancora qualche giorno per saperne di più.

Il procedimento amministrativo in corso nei confronti della discoteca castellana nasce da un blitz antidroga, condotto in grande stile dai carabinieri della compagnia di Castelfranco, nella notte tra sabato e domenica, alla quale ha preso parte una sessantina di uomini, coordinati dal maggiore Salvatore Gibilisco. Nel corso dei controlli, i militari dell’Arma hanno posto sotto sequestro due etti di sostanze stupefacenti tra cocaina, ecstasy, anfetamine, marjiuana e hashish. Due i giovani arrestati. Il primo, un 22enne di Vedelago, è stato condannato per direttissima a 18 mesi di reclusione (pena sospesa) e duemila euro di ammenda. L’altro, un suo coetaneo mestrino, con precedenti specifici, rimane in carcere: il giudice, infatti, dopo aver convalidato l’arresto, ha deciso di tenerlo dietro le sbarre, in virtù del fatto che l’indagato non ha proferito parola in aula.

Nel frattempo nella pagina facebook dei titolari della discoteca è piovuta la solidarietà di molti clienti. La linea di difesa della famiglia Brugnaro, che gestisce la discoteca Baita al Lago, è semplice: «Noi contiamo su 15 uomini della sicurezza che controllano zaini e borsette dei clienti ma che non possono permettersi di perquisire le loro tasche dal momento che non sono pubblici ufficiali. Cosa possiamo fare di più? La collaborazione e la buona volontà ce la mettiamo sempre».

La grana passa ora tra le mani del questore che ora dovrà decidere se ed eventualmente per quanto tempo sospendere la licenza della Baita al Lago. Nell’aria pare che si voglia usare la mano pesante nei confronti della discoteca, già finita alla ribalta della cronaca, poche settimane fa, per un’altra pesante denuncia presentata alle forze dell’ordine da una minorenne che sostiene di essere stata violentata all’interno dei bagni della discoteca da un ventenne padovano.

È probabilmente l’accavallarsi dei due fatti che ha portato le forze dell’ordine ad usare la mano pesante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso