Avieri, il ritorno a casa senza il maresciallo Romata

Atterrati a Istrana 27 dei 30 italiani presenti in Spagna al momento dello schianto Due sono rimasti lì per lavoro, uno lotta contro le ustioni in un letto d’ospedale

Dopo il tragico incidente aereo ad Albacete, in Spagna, costato la vita a 11 persone, finalmente il ritorno a casa per i militari trevigiani coinvolti. Ieri sera, alle 18 in punto, 27 dei 30 militari italiani presenti al momento dello schianto, sono planati a bordo di un C-130 a Istrana, dove hanno potuto riabbracciare i propri familiari. Ad aspettarli sulla pista di atterraggio nella base del 51esimo Stormo, a Istrana, genitori e parenti più stretti dei militari. L'arrivo è stato accolto con lunghi abbracci e qualche lacrima da parte di quanti erano ad attendere gli avieri e il personale di rientro. Reazioni comprensibili dopo la paura presa nel vedere le immagini del caccia F-16 in fiamme.

L' incontro è avvenuto a porte chiuse, lontano da telecamere e obbiettivi, alla sola presenza di familiari e autorità militari. Oltre al comandante del 51esimo Stormo, il colonnello Maurizio D'Andrea, che era sul velivolo, tra le autorità presenti, per porgere un caloroso saluto agli uomini di rientro, c'era il generale Nicola Lanza de Cristoforis, comandante del Comando Forze da combattimento di Milano. «Possiamo confermare che i nostri stanno bene», fa sapere il capitano Marco Barone, portavoce del 51esimo Stormo, «sono ritornati praticamente tutti, tranne l'infortunato più grave, Romata e un paio di colleghi, questi ultimi per adempiere a delle pratiche burocratiche. Come Stormo vogliamo inoltre ringraziare tutte le realtà istituzionali della Marca, quelle imprenditoriali e le associazioni che, in questi giorni, hanno fatto sentire la loro vicinanza allo Stormo in maniera ammirevole e incredibile».

Dovrà invece attendere ancora per il rientro in patria, il maresciallo Giuseppe Romata, del Terzo reparto manutenzione velivoli di Treviso, il ferito più grave: lotta contro le ustioni in un letto d’ospedale. «Dalle informazioni che abbiamo ci risulta che il maresciallo sia stazionario», spiega il tenente colonnello Mariano Grassia del Terzo Reparto Manutenzione, «tra giovedì sera e ieri mattina, i medici hanno cominciato a valutare l'ipotesi di un suo trasferimento. Ma sul dove e sul quando questo avverrà non abbiamo, al momento, notizia. È verosimile si debba attendere la prossima settimana per sapere con maggior esattezza». Il giovane 33enne ricoverato ha accanto a sé i parenti, arrivati martedì pomeriggio con un volo dell'Aeronautica, e può contare sul supporto di un medico militare italiano.

Valentina Calzavara

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