L’assessore Schiavon: «Prioritario tenere alti i servizi, il recupero crediti è garanzia di equità»

L’assessore al bilancio: «Conti in ordine, ma serve cura. Entro giugno un progetto chiaro su tutti gli edifici sfitti»

 

Federico De Wolanski
L’assessore al bilancio di Treviso, Christian Schiavon
L’assessore al bilancio di Treviso, Christian Schiavon

«Il fatto che il Comune abbia implementato i controlli sull’evasione è corretto. Chi deve pagare è giusto lo faccia. Il servizio tributi lavora bene e i controlli mirati portano risorse che andrebbero perse, e garantiscono equità sociale».

L’assessore al bilancio di Treviso, Christian Schiavon, ha ripreso le redini della cassa di Ca’ Sugana a fine 2025. Il suo incarico parte di pari passo con il maxi ruolo da 1,9 milioni ai danni di 3500 contribuenti trevigiani per Imu e Tasi non pagate. Un ruolo che difende, nel merito e nel metodo, ma che impone i riflettere anche sullo stato di salute dei conti.

Coi numeri degli ultimi anni non si scherza, Schiavon: poche entrate, tante spese. Come si pone?

«Siamo in pareggio, e solidamente, non abbiamo problemi, certo è che i costi generali stanno aumentando tanto per le famiglie che per l’amministrazione».

Irpef, tariffe, avete aumentato tutto negli ultimi tre anni. Ultimo colpo a novembre. Serviranno altre manovre?

«Abbiamo tenuto duro dopo il covid, accollandosi un periodo non facile, oggi tutto più complesso. Non si parla di rincari ma adeguamenti alla vita, all’Istat. Ci siamo adeguati ad aumenti che non potevamo più sostenere solo pescando dalla cassa pubblica, e l’abbiamo fatto per mantenere in maniera l’alto livello dei servizi offerti dall’amministrazione».

Il pacchetto di aumenti di novembre però, è stato significativo, in primis per i parcheggi. Non conveniva dilazionare? Visto che, cito il Comune: “le tariffe erano ferme da anni”?

«Ci siamo fatti carico noi dei rincari, fino a quando l’esplosione dei costi negli ultimi anni ha reso impossibile continuare. O aumentavamo, o diminuivamo i servizi, e non è nostra intenzione».

Però, “paga sempre l’ultimo”, il cittadino, le famiglie. I costi salgono, gli stipendi restano immutati.

«Vero, purtroppo, ma non è facile parlare di questi temi sovra comunali. Faccio presente però, parlando di stipendi, che anche le aziende stanno subendo rincari che non permettono di allargare stipendi o benefit. Tutti risentono dell’aumento prezzi».

Ma il risultato è un continuo crescere dell’emergenza sociale. No?

«Sì certo, e infatti il sociale stiamo investendo. Abbiamo fatto non a caso un nuovo centro di accoglienza per le persone in difficoltà. È già pieno».

Non basta più?

«Subiamo una grande pressione anche dai comuni limitrofi».

Avanti di questo passo non teme il boomerang? Se tutto costa di più, la gente spenderà di meno, e il Comune incasserà meno trovandosi a dover aumentare i costi ancora, o tagliare...

«Io non ho la sfera magica, vero però che Treviso è una città che offre molto, per mantenere tutti i servizi a questi livelli l’amministrazione deve avere risorse».

Meglio una strada asfaltata in meno e un servizio in più?

«Credo serva ottimizzare entrambe, non voglio il compromesso»

Si può?

«A marzo avrò una visione completa dei conti. La realtà è che se abbiamo adeguato le tariffe ai costi aumentati è difficile pensare ci sia uno spreco. Bisognerà però spendere in maniera oculata».

Intanto è finita la manna dei fondi Pnrr. Adesso si dovrà gestire le nuove strutture. Ovvero portieri, bollette, etc...? Teme?

«Sinceramente no, alcune strutture sono state rinnovare, quelle nuove verranno gestite in moto tale da non essere impattanti sui bilanci comunali».

Niente voli pindarici quindi per i futuri bilanci?

«Oggi direi di sì: massima attenzione alle entrate e alle uscite per avere sempre il polso della situazione e ricavare risorse per aumentare i servizi».

Il sindaco due giorni fa diceva: dare servizi al cittadino è la nostra priorità...

«Concordo».

Allora parliamo di patrimonio, che ne farete degli immobili comunali vuoti?

«Entro giugno voglio avere una idea chiara del destino degli immobili oggi sfitti, l’obiettivo di questa amministrazione è la comunità, non fare cassa». —

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