Asilo abusivo a Vittorio Veneto: oltre 320.000 euro di bonus nido erogati senza permessi

L’attività abusiva scoperta dai finanzieri che hanno accertato anche un’evasione dell’Iva di circa 150.000 euro; responsabile denunciata per truffa aggravata 

Scoperto un asilo nido abusivo a Vittorio Veneto, denunciata per truffa aggravata la titolare. I finanzieri del comando provinciale di Treviso hanno ricostruito un’evasione dell’Iva per oltre 150.000 euro e l’indebita erogazione della misura assistenziale nota come “bonus nido” per oltre 320.000 euro. 

L’attività ha avuto origine dall’approfondimento degli esiti di un controllo eseguito a maggio 2025 dai carabinieri del Nas che aveva accertato la mancanza di qualsivoglia autorizzazione necessaria per poter esercitare regolarmente l’attività di asilo privato.

Da tali evidenze, il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza ha proceduto all’acquisizione di tutti i dati inerenti alla misura di sostegno al reddito erogata alle famiglie dei bambini fruitori della struttura, resi disponibili dall’I.N.P.S. in virtù del protocollo d’intesa siglato tra le due amministrazioni.

Quindi, i successivi approfondimenti hanno permesso di scoprire che anche il “bonus nido” richiesto dalle famiglie dei frequentatori della struttura abusiva era stato ottenuto in maniera indebita, con l’indicazione di titoli abilitativi forniti dall’asilo stesso risultati falsi, venendo erogato per un ammontare di oltre 320 mila euro dal 2019 al 2024.

Infatti, tale misura di sostegno è riconosciuta per la frequenza di nidi e strutture abilitate a erogare servizi educativi ai bambini di età 0-3 anni: abilitazione che nell’asilo scoperto era del tutto assente. Inoltre, le fiamme gialle vittoriesi hanno proceduto a ricostruire l’evasione dell’Iva ammontante a oltre 150 mila euro.

Oltre alla denuncia della legale rappresentante, per cui è prevista la pena da due a sette anni di reclusione, la società è stata segnalata all’autorità giudiziaria per la connesse responsabilità amministrativa da reato, che vede l’applicazione di una sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote, il cui singolo valore viene calcolato in funzione delle condizioni economiche e patrimoniali dell’ente segnalato. Infine, il contesto emerso verrà riportato anche alla Corte dei Conti, competente ad accertare l’entità del danno erariale.

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