Abusivi e finti esperti sui social, danni per il 40% degli artigiani nella Marca

L’allarme dell’associazione di categoria: «Incentivi a chi opera nella legalità». Tra i lavori più colpiti ci sono acconciatori, estetisti e muratori

Niccolò Budoia
L’edilizia fra i settori più colpiti dal fenomeno dell’abusivismo (foto d'archivio)
L’edilizia fra i settori più colpiti dal fenomeno dell’abusivismo (foto d'archivio)

Nella Marca l’abusivismo si conferma una minaccia strutturale per il tessuto produttivo locale. Sono infatti 8.606 le imprese artigiane esposte alla concorrenza sleale, pari al 39, 5% del totale. Sono numeri denunciati da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per voce del presidente Armando Sartori, che parla apertamente di un «problema sistemico» capace di danneggiare gli imprenditori e i consumatori. Tra i comparti più colpiti emerge quello dell’acconciatura e dell’estetica, con 2.040 imprese penalizzate, pari al 23,7% del totale, ma è l’edilizia a registrare l’impatto più pesante: 4.411 imprese coinvolte, oltre la metà del comparto (51,3%).

In particolare risultano vulnerabili muratori (1.433 imprese), pittori edili (1.090), elettricisti (953) e idraulici (935). Le ripercussioni si estendono a tutto il “sistema casa”, coinvolgendo riparatori di beni (473 imprese), giardinieri e potatori (393) e traslocatori (5). Il lavoro irregolare interessa 981 autofficine, 131 tassisti e numerosi operatori nei servizi creativi, come fotografi e videomaker. Si tratta di un fenomeno che altera il mercato, comprimendo i margini delle imprese regolari e incentivando pratiche scorrette.

Accanto all’abusivismo cresce la contraffazione in particolare nel settore moda. Nel 2024 in provincia sono stati effettuati 302 sequestri, pari al 55, 7% dei sequestri degli ultimi dodici anni, per un valore di 102 mila euro. Treviso si colloca al secondo posto in Veneto per numero di interventi e al terzo per valore economico dei beni sequestrati. Parallelamente cresce l’economia non osservata, aumentata del 7, 5% nell’ultimo anno, con una spinta significativa del lavoro irregolare (+11, 3%). Il danno complessivo per lo Stato è stimato in 77, 2 miliardi di euro, pari al 3, 6% del prodotto interno lordo nazionale, tra mancati contributi, evasione fiscale e concorrenza sleale.

«Chiediamo tolleranza zero sia per l’abusivismo che per la contraffazione che sottraggono lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato», dice il presidente Armando Sartori. «Far rispettare le norme e tutelare la legalità è fondamentale, ma non sufficiente per sconfiggere queste piaghe di illegalità. È necessario strutturare anche azioni premianti, sia per le imprese che per i cittadini. Serve prevedere delle facilitazioni in termini di bonus e di sgravi per chi opera nella legalità, agendo di concerto con le compagnie di assicurazione con azioni mirate ai settori più esposti all’abusivismo e alla contraffazione. Si devono intercettare i sedicenti professionisti che si propongono sui social», conclude. 

 

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