Abusivi e finti esperti sui social, danni per il 40% degli artigiani nella Marca
L’allarme dell’associazione di categoria: «Incentivi a chi opera nella legalità». Tra i lavori più colpiti ci sono acconciatori, estetisti e muratori

Nella Marca l’abusivismo si conferma una minaccia strutturale per il tessuto produttivo locale. Sono infatti 8.606 le imprese artigiane esposte alla concorrenza sleale, pari al 39, 5% del totale. Sono numeri denunciati da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per voce del presidente Armando Sartori, che parla apertamente di un «problema sistemico» capace di danneggiare gli imprenditori e i consumatori. Tra i comparti più colpiti emerge quello dell’acconciatura e dell’estetica, con 2.040 imprese penalizzate, pari al 23,7% del totale, ma è l’edilizia a registrare l’impatto più pesante: 4.411 imprese coinvolte, oltre la metà del comparto (51,3%).
In particolare risultano vulnerabili muratori (1.433 imprese), pittori edili (1.090), elettricisti (953) e idraulici (935). Le ripercussioni si estendono a tutto il “sistema casa”, coinvolgendo riparatori di beni (473 imprese), giardinieri e potatori (393) e traslocatori (5). Il lavoro irregolare interessa 981 autofficine, 131 tassisti e numerosi operatori nei servizi creativi, come fotografi e videomaker. Si tratta di un fenomeno che altera il mercato, comprimendo i margini delle imprese regolari e incentivando pratiche scorrette.
Accanto all’abusivismo cresce la contraffazione in particolare nel settore moda. Nel 2024 in provincia sono stati effettuati 302 sequestri, pari al 55, 7% dei sequestri degli ultimi dodici anni, per un valore di 102 mila euro. Treviso si colloca al secondo posto in Veneto per numero di interventi e al terzo per valore economico dei beni sequestrati. Parallelamente cresce l’economia non osservata, aumentata del 7, 5% nell’ultimo anno, con una spinta significativa del lavoro irregolare (+11, 3%). Il danno complessivo per lo Stato è stimato in 77, 2 miliardi di euro, pari al 3, 6% del prodotto interno lordo nazionale, tra mancati contributi, evasione fiscale e concorrenza sleale.
«Chiediamo tolleranza zero sia per l’abusivismo che per la contraffazione che sottraggono lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato», dice il presidente Armando Sartori. «Far rispettare le norme e tutelare la legalità è fondamentale, ma non sufficiente per sconfiggere queste piaghe di illegalità. È necessario strutturare anche azioni premianti, sia per le imprese che per i cittadini. Serve prevedere delle facilitazioni in termini di bonus e di sgravi per chi opera nella legalità, agendo di concerto con le compagnie di assicurazione con azioni mirate ai settori più esposti all’abusivismo e alla contraffazione. Si devono intercettare i sedicenti professionisti che si propongono sui social», conclude.
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