Armi e passamontagna davanti al distributore: scambiati per rapinatori, ma giravano un video per TikTok
Momenti di tensione a Chions dopo la segnalazione di quattro persone armate vicino a un’area di servizio. I carabinieri scoprono che si trattava di repliche usate per girare un video da pubblicare sul social

Momenti di forte tensione a Chions, in provincia di Pordenone, dove un passante ha contattato il 112 segnalando la presenza di quattro persone travisate e armate nei pressi dell’area di servizio Tamoil di via Maestri del Lavoro.
Secondo quanto riferito, i soggetti erano in possesso di pistole, fucili e armi pesanti, facendo temere una rapina a mano armata imminente.
Carabinieri in assetto operativo sul posto
Vista la gravità della segnalazione, sul posto sono intervenuti con urgenza i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Pordenone e quelli della stazione di Azzano Decimo.
I militari hanno applicato i protocolli di massima sicurezza, indossando giubbotti antiproiettile e impugnando le armi lunghe d’ordinanza per fronteggiare quella che appariva come una situazione ad altissimo rischio.
La scena surreale: “Non sparate”
Alla vista delle pattuglie che li avevano circondati, i quattro — due uomini e due donne, tutti trentenni — hanno immediatamente gettato a terra i mitra e i fucili che tenevano in mano.
Con le braccia alzate, avrebbero poi chiesto ai militari di non sparare, chiarendo subito che non si trattava di una vera rapina.
Il motivo: stavano registrando un video per TikTok
Dai controlli è emerso che i quattro stavano semplicemente registrando un video destinato alla pubblicazione su TikTok.
Indossavano tute mimetiche, passamontagna e kefiah, mentre utilizzavano repliche di armi da guerra prive del tappo rosso di sicurezza, dettaglio che le rendeva praticamente indistinguibili da armi reali.
Sequestro delle armi giocattolo e denunce
L’episodio si è concluso con il sequestro delle armi replica e la denuncia dei quattro per procurato allarme e porto illecito di armi od oggetti atti ad offendere.
Secondo quanto ricordato dai carabinieri, circolare in luoghi pubblici con armi prive dei prescritti contrassegni di sicurezza costituisce infatti un illecito penale.
Rischio concreto per i protagonisti
Oltre alla mobilitazione delle forze dell’ordine e al panico generato tra i presenti, l’azione avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
I quattro trentenni, infatti, si sono trovati in una situazione di concreto pericolo per la propria incolumità, a causa di una messinscena social finita decisamente oltre i limiti.
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