Apre il traforo di Santa Augusta dopo 88 anni di attese e ritardi

VITTORIO VENETO. Avevamo perso il conto. Il traforo che in queste ore l’Anas apre, sotto il colle Marcantone, detto di Santa Augusta, risale, come primo progetto, ancora ad 88 anni fa, precisamente al 1933, quando l’Anas studiò una circonvallazione est, suddivisa in 5 tronchi, tra cui quello di Serravalle che attraversava piazza Flaminio e andava a coprire il Meschio. Sarà completato, se va bene, fra 20 anni, quindi ben oltre un secolo di progettazioni e polemiche.
Mercoledì 24 marzo alle 11, l’inaugurazione on line, causa pandemia, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Anas.
Dopo i saluti del sindaco di Vittorio Veneto Antonio Miatto e del presidente Anas Claudio Andrea Gemme, gli interventi di Massimo Simonini, amministratore delegato di Anas, e del governatore del Veneto Luca Zaia. Sul posto solo gli automobilisti in attesa di attraversare l’opera.
«Il traforo – prevede il sindaco Antonio Miatto – rivoluzionerà la mobilita sud est della città. Abbiamo già incaricato dei professionisti per studiare e modificare i flussi del traffico». Serravalle non diventerà un’isola pedonale permanente, ma di sicuro in tanti finesettimana di eventi. Non c’è stata opera più discussa del traforo, battagliata per oltre un decennio anche da comitati di residenti (e non solo) con ricorsi che hanno portato alla modifica del progetto.
Ma l’ultima polemica è di queste ore. «Cinquent'anni di discussioni e battaglie per un’opera da 60 milioni che cambierà il volto della nostra città e il taglio del nastro virtuale. Avvilente – apostrofa Marco Dus, caopogruppo del Pd - non abbiamo visto molti tagli del nastro dall’inizio dell’era Miatto e credo ne vedremo pochi anche dopo. Questa era un’occasione che la città aspettava da tempo. Si poteva fare qualcosa in più. Spero che si riuscirà a recuperare. Forse Anas non conosce bene la storia di quest’opera. Che ha coinvolto decine di amministrazioni. Io mi auguro che il secondo stralcio e il relativo progetto non vengano messi in un cassetto. Altrimenti tutto questo servirà a poco. Da domani, anche se sono due anni che lo diciamo, ci sarà da pensare all’incrocio tra Via del Carso e Via Vittorio Emanuele II e a come gestire Serravalle».
In queste ore sono state posizionate, all’incrocio della bretella del traforo con via Carso le barriere fonoassorbenti per proteggere il campus scolastico dall’inquinamento acustico. È da perfezionare qualche lavoro esterno. Ma il problema irrisolto è quello dell’incrocio di via Carso con via Vittorio Emanuele II e via Dalmazia.
Il Comune insiste per una rotatoria. Intanto dovrà accontentarsi di uno stop su via Vittorio Emanuele.
Un po’ di storia.
Bocciato il progetto di circonvallazione del 1933, nel 1987 la giunta Concas affidò all’ingegner Zuccolo un altro studio. Il sindaco Della Libera lascia in eredità l’idea al successore, Scottà, che la affida all’Anas, ma nel 2005 la Soprintendenza boccia il progetto. L’Anas lo rivede e lo presenta nel 2009 per 64 milioni di euro. Dal 2013 le prime contestazioni dei residenti con ripetuti ricorsi. —
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