Ancora buio alla Osram è allarme per 75 esuberi

TREVISO. Alla Osram torna il buio: l’azienda conferma la prospettiva di 75 esuberi a partire da settembre. La contrattazione con le parti sindacali, che si dicono non disposte ad accettare l’opzione, è appena agli inizi. Intanto si ricorre alla cassa integrazione in due reparti dello stabilimento di via Castagnole per i prossimi due mesi. Sindacati, azienda e Rsu si sono incontrati martedì per discutere del piano di riorganizzazione, già annunciato l’anno scorso dalla multinazionale tedesca controllata dalla Simens e che ha coinvolto e coinvolgerà anche il polo produttivo trevigiano.
L’azienda avrebbe annunciato 75 esuberi strutturali entro settembre 2014, suddivisi in 23 unità del magazzino, 32 di non elevata qualifica professionale e 20 impiegati. Tagli grosso modo annunciati ma oggi ricalibrati nei vari reparti e che rispecchiano una strategia aziendale che si delinea giorno per giorno sempre più chiaramente: quella di spostare le attività di produzione altrove cercando di concentrare nello stabilimento trevigiano (che complessivamente conta oltre 600 dipendenti) le attività di innovazione e ricerca. Ne consegue che i tagli rischiano di ricadere nelle figure professionali meno qualificate, attualmente in forza dello stabilimento.
Il polo produttivo Osram trevigiano storicamente rappresenta il gioiello tecnologico del gruppo tedesco in Italia. La multinazionale che produce lampade e materiale illuminotecnico, controllata dalla Siemens, con quasi 40 mila dipendenti in tutto il mondo, a fine 2012 aveva annunciato il taglio di 4.700 posti di lavoro in tutti i suoi stabilimenti. Il piano di ristrutturazione dovrebbe portare a risparmiare entro il 2015 un miliardo di euro e la maggior parte degli esuberi, 4.300, aveva spiegato alcuni mesi fa la stessa società, sono previsti al di fuori della Germania dove l' organico è già stato ridotto di 300 unità. Una riorganizzazione complessa che a livello mondiale dovrebbe portare non solo al taglio di centinaia di posti di lavoro ma anche alla chiusura (o cessione) di alcuni stabilimenti.
L’attuazione del programma a Treviso era già iniziata l’anno scorso: quest’anno oltre all’annuncio degli esuberi è stato richiesto il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per il periodo febbraio/marzo nei reparti Planet e Pilot-Line. Le trattative con i sindacati e le Rsu sono appena agli inizi: l’intenzione, da parte loro è naturalmente quella di non accettare alcun licenziamento preferendo il ricorso ad altri strumenti come i contratti di solidarietà. Le parti sociali chiedono inoltre all’azienda la presentazione di un piano degli investimenti più esauriente.
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