Altolà sulla bonifica della cava
Ambientalisti preoccupati per il futuro di Col de Vi. Il progetto sarà discusso il 10 luglio in Consiglio
VITTORIO VENETO. «Altolà» sulla bonifica della cava di Nove, da dove sarà estratto un milione di metri cubi di detriti, che saranno utilizzati dal cantiere del Mose e da quelli del passante di Mestre. «Non vogliamo dire un no pregiudiziale, ma ci preoccupa - afferma Vittorio De Savorgnani, per conto dell'associazione Mountain Wilderness, che si pone l'obiettivo di proteggere le “terre alte” - la prospettiva che una volta scavato il buco e fatto il poligono, gli imprenditori chiedano altri ampliamenti e ripeschino il vecchio progetto di raddoppiare l'attività estrattiva a Col de Vi, ma in territorio di Vittorio Veneto, non più di Farra d'Alpago, completando l'opera di trasformare il passo del Fadalto in una voragine».
Il consiglio di quartiere della val Lapisina ha preso in esame, a suo tempo, la proposta e non ha manifestato contrarietà: per le prospettive di sviluppo turistico che l'iniziativa permette. Prudente anche la posizione del Comitato Fadalto. Anche se alcuni suoi componenti sono preoccupati, alla pari di Vittorio De Savorgnani. Senza per questo calare la saracinesche su un possibile dialogo.
«Non diciamo no a priori - afferma dall'opposizione Giovanni Napol, capogruppo Ds - però la materia è così delicata che esige una puntuale riflessione. E bisogna tener conto dei rischi rappresentati dagli ulteriori approfondimenti del progetto. A questo punto Mountain Wilderness lancia un'idea, ai fini di una maggiore trasparenza: “Perché il Comune non fa un concorso di idee e sceglie la soluzion più vantaggioso per l'interesse generale, compreso quello dell'ambiente? Come si fa a scegliere a scatola chiusa?». «Attenzione - mette in guardia De Savorgnani - il poligono di tiro rischia di essere il terzo elemento di una triade proprio brutta: autostrada, cave, armi. Quindi ancora proposte impattanti».
Nel consiglio comunale convocato per il prossimo 30 luglio, in ogni caso, verrà messa ai voti una variante che prevede anzitutto lo svuotamento della cava di detriti e sassi, «proprio ai fini - precisa il sindaco Giancarlo Scottà - della messa in sicurezza del sito, abbandonato a se stesso ormai da anni».
Scottà ricorda fra l'altro che l'asportazione dei materiali non costituirebbe problema d'impatto, perché i camion salirebbe in autostrada senza entrare in paese, a Nove, e tanto meno scendere a Vittorio Veneto.
La discussione si riaccenderà in consiglio lunedì 30 luglio.
Argomenti:lavori pubblici
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