Allarme sicurezza: scambiato per ladro, picchiato dalla ronda

Ronde «fai da te» di cittadini esasperati, che cercano di far fronte così all'escalation dei furti nelle abitazioni, a
Canizzano va a finire a parolacce e spintoni: lunedì alle 11.30 il dipendente di una società che si occupa della lettura dei contatori dell'acquedotto per conto dell'Ats, proprio in via Giovanna D'Arco, zona martoriata dai furti, è stato scambiato da alcuni residenti per un ladro. È successo il finimondo, ma per fortuna senza conseguenze gravi.

E proprio contro il rischio che le ronde «casalinghe» degenerino in incidenti prendono posizione il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Treviso Giovanni Manildo, per un volta in sintonia, mentre ieri il ministro Alfano ha risposto al sindaco di Treviso, che reclama il potenziamento delle forze dell'ordine: «Avvieremo nuove iniziative», ha scritto Alfano a Manildo, «per garantire maggiore sicurezza sul territorio».
Ma torniamo all'allarme sulle ronde messe in piedi dai cittadini: «Sono preoccupato», dice Zaia, «per il diffondersi della tendenza dei cittadini a organizzarsi per difendere i loro beni e la loro incolumità. È gente per bene, impaurita ed esasperata, ma anche pericolosamente inesperta e affronta grandi rischi sia per l'incolumità personale, sia per i possibili guai che potrebbero arrivare da una legislazione che non sa più distinguere tra un cittadino onesto esasperato e un criminale. Nel frattempo forze dell'ordine mal pagate, con pochi mezzi e pochi uomini combattono allo stremo una battaglia impari: in Veneto devono arrivare al più presto più carabinieri, più poliziotti, più finanzieri, più volanti e camionette e più attività di intelligence. Ma contemporaneamente l'esercito deve dare una mano e fare da deterrente con le sue divise, uomini e mezzi». Anche Manildo ha lanciato giorni fa lo stesso appello: devono essere potenziati tutti gli organici delle forze dell'ordine. E lo ha scritto al ministro dell'Interno Angelino Alfano, che ieri ha risposto: «Pur in una fase di difficoltà economica e di tagli derivanti dalla revisione della spesa», dice Manildo, «nella sua lettera Alfano ci ha rassicurato circa l'attenzione alle aree del nostro territorio maggiormente esposte a rischio e ci ha espresso piena disponibilità ad assumere nuove iniziative utili a garantire adeguati livelli di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Noi però crediamo che per affrontare la questione sia necessario un incontro ed è per questo che restiamo in attesa di una risposta da parte del ministro. La sicurezza è certamente una sfida con la quale dovrà fare i conti anche il prossimo governatore del Veneto, specie perché la Lega, a fronte di grandi proclami, ha praticamente azzerato i fondi».
Altra stoccata di Manildo a Zaia, in ricordo del flop delle ronde padane: «Sono felice di sapere che Zaia ha cambiato idea sulle ronde e che concorda su quanto noi sosteniamo da tempo e cioè che questo sistema non fa altro che esporre i cittadini a dei rischi. La sicurezza va garantita attraverso mezzi e strumenti adeguati. A Treviso stiamo lavorando, in collaborazione con la nostra polizia locale, a un progetto di sicurezza partecipata che prevede un percorso di formazione per i cittadini. Si chiama "controllo del vicinato"», sottolinea Manildo, «e ha già dato risultati positivi in altri Comuni. E, come dice il procuratore capo di Treviso Dalla Costa, dobbiamo spingere sempre più cittadini a segnalare alle autorità competenti movimenti sospetti, prevenendo così i reati. Ma senza fare le ronde». I rischi delle ronde «casalinghe»: lunedì ha rischiato grosso proprio in via Giovanna D'Arco un "letturista" dell'Ats che, non trovando in tasca il tesserino di riconoscimento, per qualche attimo se l'è vista brutta.
E sempre lunedì, ma in serata, sempre a Canizzano, è finito vittima dello stesso equivoco un passante. Insomma: la rabbia dei residenti di via D'Arco, a Canizzano, è tanta: il quartiere è stato oggetto di una raffica di furti in questi giorni. Una rabbia che venerdì ha visto i residenti armarsi di bastoni e chiavi inglesi e inseguire i ladri, una banda dell'Est.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








