Aeroporto, ok all’ampliamento

Simioni, ad di Save: «Il ministero ha firmato la concessione quarantennale, investiremo 130 milioni»
Di Alessandro Zago

«Il precedente ministro dell’Economia Grilli ha dato il via libera, sottoscrivendo l’atto finale, alla concessione quarantennale a Save per la gestione dell’aeroporto di Treviso. Ciò significa che nei prossimi mesi, in tre fasi, partirà un investimento da 130 milioni di euro per potenziare lo scalo, stategico per il suo collegamento con il Marco Polo e l’economia trevigiana».

Aeroporto «Canova», si sta per sciogliere lo stallo infinito della concessione dello scalo: Paolo Simioni, amministratore delegato di Save (società che gestisce il Marco Polo) ma anche di AerTre (società di proprietà di Save che si occupa del Canova) annuncia il tanto atteso via libera, in zona Cesarini, da parte del governo Monti, avvenuto poche settimane prima di passare le consegne all’esecutivo Letta.

L’ad Save: «Finalmente ci siamo». Da oltre un anno è scaduta la concessione ventennale che AerTre aveva per gestire l’aeroporto di Treviso. E infatti, attualmente, vige una proroga. In attesa appunto della nuova concessione quarantennale che Save - presieduta da Enrico Marchi - ha «ipotecato» un paio di anni fa sullo scalo trevigiano, per farne un snodo strategico dei voli low cost. Una quarantennale che non arrivava mai. Ma ieri Simioni ha rotto il silenzio: «C’è la firma ministeriale, ora ci sarà solo un passaggio di rito alla Corte dei conti. Ma è fatta: con grande soddisfazione, dopo tanto tempo, possiamo concentrarci sul master plan per il potenziamento dell’aeroporto di Treviso, che sarà un volano ancor più importante per l’economia trevigiana: da oggi al 2030 innescherà cinquemila nuove assunzioni. Questo per fugare i dubbi», dice Simioni, «di chi teme che la veneziana Save non sia più intenzionata a investire sull’aeroporto di Treviso. È l’esatto contrario».

Il piano di sviluppo. Simioni ricorda i tempi del masterplan del Canova, ossia il piano di sviluppo dello scalo, che per il 2030 farà spendere a Save 130 milioni sullo scalo. Un potenziamento già iniziato con il rifacimento della pista principale per l’ottenimento della seconda categoria.

Ecco le tre fasi del potenziamento. Da oggi al 2015 si spenderanno 76 milioni di euro per la sistemazione della pista, lo sviluppo del terminal, l’ampliamento del depuratore e dei parcheggi. Dal 2016 al 2020, con altri 24 milioni ci sarà un altro potenziamento del terminal e dal 2020 al 2030, altri 30 milioni serviranno a edificare nuovi servizi e punti commerciali nei pressi dell’aerostazione.

La seconda categoria. Altro problema del Canova, quello del mancato passaggio dalla prima alla seconda categoria nonostante lo scalo abbia montato ormai da oltre tre anni i dispositivi che garantiscono gli atterraggi e i decolli in quasi tutte le condizioni meteorologiche. Prima categoria significa essere un aeroporto con voli con nebbia permessi con visibilità minima orizzontale di 600 metri; seconda categoria significa poter invece sfruttare una visibilità minima di 350 metri. Nel 2011 c’è stato il conseguente adeguamento della pista, per essere promossi in seconda categoria, ma da allora ad oggi se si alza un po’ più di nebbia del previsto, i voli vengono sistematicamente dirottati sul Marco Polo. Perché? Perché lo scalo è approntato da un pezzo per passare di categoria eppure il ministero dell’Aeronautica (parte dell’aeroporto Canova interessa infatti un’area militare) deve ancora firmare il nullaosta. Ma anche in questo caso Simioni appare ottimista: «Siamo in dirittura d’arrivo anche per quanto riguarda il via libera del ministero della Difesa. Questione di settimane».

Comitato e opposizioni sul piede di guerra. Save annuncia l’imminente via al grande ampliamento del Canova, ma il Comitato Aeroporto Treviso (ma anche il centrosinistra) punta i piedi: la situazione, dice, già oggi è drammatica.

«Qualche politico», si legge sul profilo facebook del comitato, «può incominciare a pensare quali impatti sul territorio e quali ricadute socio-ambientali può avere l’obiettivo finale di un volo ogni 4 minuti? Bello fare promesse idilliache sul turismo illudendo commercianti e albergatori senza dire che il raddoppio dei voli porterà al raddoppio dell’impatto acustico e degli inquinanti aerei e tutto ciò si riverserà sulla popolazione e sul Parco del Sile. Per non parlare dell’impatto sulla mobilità nelle zone interessate già da un traffico congestionato di fronte all’aeroporto. Sulla viabilità di fronte all’aeroporto esiste la confusione totale, e anche i candidati sindaco di Treviso dovrebbero dire la loro».

L’accusa del comitato: «Al momento c’è una cosa certa: le esigenze e le necessità di Save non coincidono con quelle del Comune di Treviso».

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