Addio a Renato Migliavacca, fotografo dei trevigiani
Aveva lavorato per la tribuna, firmando molti servizi di cronaca, ed era diventato anche il fotografo ufficiale della Benetton Basket, a cavallo degli anni Ottanta e Novanta

Con il suo obiettivo ha immortalato la Treviso del grande sviluppo, dagli anni ’60 e gli anni ’90. Un vero personaggio della città. È mancato Renato Migliavacca, storico fotografo prima socio di Orio Frassetto e successivamente da Foto Leandro, il negozio che si trovava all’inizio del Calmaggiore; aveva collaborato anche con la Tribuna. Era un volto storico, molti ricorderanno la sua abbronzatura sempre impeccabile in ogni stagione e il baffo ordinato.
Aveva iniziato da giovanissimo, la passione per la fotografia lo portava a lunghe passeggiate in bicicletta con al collo la sua reflex, per raccontare attraverso l’obiettivo.
Una passione che col tempo era diventata un lavoro, prima al fianco di Orio Frassetto poi appunto nello studio in Calmaggiore per 33 anni, chiuso il 30 giugno del 2002. Con la fianco sempre al moglie Roberta.

Era diventato anche il fotografo ufficiale della Benetton Basket, a cavallo degli anni ’80 e ’90, immortalando la crescita di una società arrivata a vincere scudetti e coppe europee, fotografando campioni come Toni Kukoc e Vinny Del Negro. Era stato anche fotografo al Tenni per il Treviso, aveva seguito il rugby, i presidenti della repubblica in visita, pure Papa Luciani a San Francesco poco prima che diventasse pontefice.
Il suo studio in Calmaggiore era stata la meta di centinaia di trevigiani che affidavano a Migliavacca i momenti più importanti della loro vita, matrimoni, battesimi, le foto da appendere in salotto. Si era inventato anche una tradizione apprezzatissima: al primo nato dell’anno regalava una macchina Polaroid e la foto di famiglia. Aveva lavorato anche per la Tribuna, seguendo sport e cronaca.
Era stato tra i primi ad arrivare sul posto dell’omicidio della pasticciera di Roncade Sandra Casagrande, il 29 gennaio 1991. «Non mi ero mai trovato sulla scena di un delitto. Non dimenticherò mai le sensazioni di quel giorno», aveva raccontato nella sua ultima intervista a fine maggio.
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