Addio a Giancarlo Bordignon il maestro poeta in bicicletta due volte premio Grolla d’oro

Si è spento a 87 anni, era una delle figure più conosciute della città Due anni fa un gruppo d’amici sostenne la pubblicazione di un suo libro 

Lutto in città

Se n’è andato Giancarlo Bordignon, il poeta in bicicletta. La notizia della sua scomparsa è arrivata ieri sera. A comunicarla i tanti amici che nel 2017 avevano sostenuto la pubblicazione del suo libro “Sulle orme del creato”, una modalità per offrirgli anche sostegno economico e dare valore alla sua vena poetica. Ultimamente Bordignon, che viveva da solo, era assistito dai servizi sociali del comune. Giancarlo Bordignon era nato a Castelfranco nel 1932.

Dopo la maturità al liceo Giorgione, prima di dedico all’insegnamento e poi frequentò l’appena istituito corso di tecnico di radiologia a Padova che gli permise di lavorare negli ospedali di Castelfranco, Cittadella e Bovolone. Fu anche docente ai corsi per apprendisti organizzati dal Comune. Il riconoscimento alla sua poesia non è mancato: al suo attivo aveva nove pubblicazioni e aveva vinto due volte il premio internazionale Grolla d’oro per la poesia nel 1993 e nel 1999. Grande amico del maestro Giusto Pio, autore delle musiche dei brani più celebri di Franco Battiato, ebbe l’onore di avere alcuni brani da lui musicati. Giusto Pio lo definiva “un uomo libero”.

Ma per tutti i castellani era il “poeta in bicicletta”: lo si notava in giro per la città con la sua bicicletta. Bastava un sorriso, una sensazione, una parola: è subito da sotto la sella tirava fuori un pezzo di carta e vergava una poesia che donava a chi gliel’aveva ispirata. Fu un evento la pubblicazione collettiva del suo ultimo libro con il concorso di tante persone che gli volevano bene. «Svariati sono i modi in cui si può rappresentare la propria città ed esserne ambasciatori», aveva scritto nella presentazione il sindaco Stefano Marcon, «una è la letteratura e, nel caso di questa fatica letteraria, la poesia. Giancarlo Bordignon sa essere parte integrante del nostro esistere, non solo perché in dolce rima è capace di raccontare la quotidianità ma anche perché la sa vivere, girando in sella alla sua bicicletta ed aprendosi agli altri. È bello che questo volume sia stato realizzato con la collaborazione attiva di tante persone che hanno voluto dare un segno di vicinanza concreto a Giancarlo Bordignon».

Nel dicembre scorso il popolare poeta fu vittima di un furto: improvvisamente sparirono la sua bicicletta ma anche, il bene più prezioso per lui, una settantina di poesie. Le poesie furono ritrovate ma non la sua amata bici con cui percorreva le strade castellane. –

Davide Nordio

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