«Accecato dalla gelosia Risarcirò Benedetta»

«L’ho vista allontanarsi con un altro uomo e ho perso il lume della ragione. So di aver sbagliato e voglio risarcire i danni».
Roberto Fulmine, il trentottenne imprenditore edile di Castelfranco accusato di tentato omicidio, ha spiegato così la sua notte di follia in Kenya, a Capodanno, in cui ha aggredito la sua compagna, la bellissima Benedetta Mironici.
L’uomo, difeso dagli avvocati Michele Barzan e Michele Alfano, è stato interrogato per quasi due ore dal giudice per le indagini preliminari Umberto Donà.
Il magistrato ha voluto chiarire sia quanto accaduto a Malindi, sia quanto accaduto a Jesolo nel giugno scorso, quando Fulmine aveva già picchiato la ventinovenne modella di Frescada di Preganziol.
«Sono state liti tra fidanzati», ha ripetuto più volte il trentottenne al giudice, che si è riservato per oggi la decisione.
Il sostituto procuratore Francesca Torri ha dato parere favorevole alla scarcerazione dell’uomo in favore della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Fulmine, accusato di tentato omicidio, maltrattamenti e lesioni, ha cercato di ridimensionare i fatti che gli vengono contestati, inquadrati come normali liti tra fidanzati. Tanto che, ha sottolineato, l’ex miss non l’aveva denunciato dopo la furibonda discussione di Jesolo, tanto da essere andata a difenderlo in questura. Stessa cosa accaduta a Malindi quando Fulmine era stato fermato dalla polizia kenyana in seguito alla segnalazione degli addetti del villaggio turistico.
L’avvocato Alfano, arrivato da Nocera Inferiore per assistere l’imprenditore edile, ha sottolineato come sia stata la stessa ragazza ad andare negli uffici della polizia kenyana, accompagnata da un addetto del consolato italiano, ad affermare di non voler sporgere denuncia e quindi liberare Fulmine. L’uomo ha infatti trascorso diverse ore all’interno di una camera di sicurezza, trattenuto dai poliziotti di Malindi. Nel Paese africano non si può essere arrestati se non in presenza di una formale denuncia.
Denuncia che è poi scattata due giorni dopo il rientro dalla vacanze.
Benedetta Mironici ha infatti abbandonato la casa di Castelfranco e si è presentata agli agenti della Squadra Mobile, ancora con il volto tumefatto. Sono quindi partite le indagini, raccogliendo in particolare testimonianze degli amici dei due, che domenica hanno portato all’arresto di Fulmine con la gravissima accusa di tentato omicidio.
«La ragazza ha riportato una prognosi di 15 giorni», ha detto però l’avvocato Barzan, sottolineando come non sia mai stata in reale pericolo di vita.
Dunque alla base della rabbiosa reazione di Fulmine in Kenya ci sarebbero stati motivi di gelosia. Il trentottenne ha detto di aver visto la bella fidanzata allontanarsi con un altro uomo mentre erano in corso i festeggiamenti per Capodanno. E, sempre secondo la ricostruzione dell’uomo, la ragazza sarebbe rientrata in camera un’ora e mezzo dopo.
Accecato dalla rabbia le si è poi scagliato contro colpendola con violenza al volto, forse addirittura con un morso. E’ stato poi escluso, da parte dell’imprenditore, l’uso di droga. Ha detto che magari poteva aver alzato un po’ il gomito proprio per festeggiare l’anno nuovo.
Al termine dell’interrogatorio, gli avvocati Barzan e Alfano, hanno chiesto la liberazione dell’uomo o quantomeno una misura più leggera: gli arresti domiciliari.
Il gip Donà ha quindi chiesto il parere del sostituto procuratore che si sarebbe detto favorevole alla concessione dei domiciliari. La decisione definitiva è dunque prevista per oggi.
Sembra comunque che non sia la prima volta che Bendetta Mironici ha dovuto confrontarsi con fidanzati maneschi: era già successo alcuni anni fa, durante un viaggio a Santo Domingo. Un brutta vacanza anche quella per la bellissima ex Miss Padania che, tornata in Italia, si era rivolta agli investigatori per riferire l’accaduto e chiedere aiuto. Ora, purtroppo per lei, questa nuova triste vicenda.
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