Abbattuto l’abete sul Cagnan, è polemica: «Basta tagliare alberi»

La pianta svettava sull’argine del fiume vicino al ponte S. Agata. Il direttore dei lavori: «L’esperto ci aveva riferito che si trovava in buono stato, ma che le radici erano superficiali. Quindi per evitare cedimenti ci ha suggerito di sostituire la pianta con due salici»

Marzia Borghesi
Lo scorcio sul Cagnan
Lo scorcio sul Cagnan

C’era una volta un albero. Un imponente abete che in tanti si fermavano a fotografare dal ponticello di Sant’Agata. Svettava folto e alto quanto l’edificio ex Inpdap adiacente, di tre piani,in ristrutturazione, rendendo unico e poetico quello scorcio di Cagnan: una delle vedute più caratteristiche della Treviso città d’acque.

Inutile andarlo a cercare adesso, al suo posto vi si troveranno due giovanissimi salici: l’abete è stato abbattuto alcuni giorni fa sotto gli occhi esterrefatti degli incidentali testimoni, tra i quali la libraia Alessandra Cervellini, titolare della Libreria San Leonardo che ha sede proprio lì a due passi, in piazzetta dei Battuti.

La polemica

Non era ancora passato un giorno da che la scure si era abbattuta sul grande platano in riva al Cagnan in Pescheria, che un’altra sega si metteva all’opera a Sant’Agata. «C’erano questi alberi che venivano calati con la gru» dice «solo dopo abbiamo capito che la pianta era una sola divisa in tre pezzi. Era un albero bellissimo, tutti si fermavano a fotografarlo. Mi chiedo perché e chi ha deciso quel taglio».

Tra l’altro il taglio delle piante demaniali richiede autorizzazioni specifiche, non può essere eseguito così. Tanto è vero che il palazzetto medievale che si affaccia sul medesimo corso d’acqua, lì a pochi metri, deve fare i conti con una pianta invadente che sta letteralmente sbrecciandone un balcone.

«Eppure i proprietari della casa non possono fare nulla» aggiunge Cervellini. Nel giro di poche ore il caso del grande albero abbattuto è giunto all’attenzione del comitato degli “Alberi Urlanti” che ha diffuso sui social un emblematico “prima e dopo”. «Sparizioni silenziose... ponte Sant'Agata sul Cagnan, cantiere ex Inpdap» scrive Regina Soncini, annunciando di aver richiesto l’accesso agli atti in Comune: «Gli abbattimenti devono essere autorizzati» commenta «qui a Treviso non si fa altro che tagliare».

Cosa è successo

Il taglio della pianta è stato operato nell’area del cantiere ex Inpdap che tra un mese e mezzo sarà concluso. La facciata sul retro dell’edificio, che ospiterà residenze e uffici (conservando la ragazza che si tuffa di Martinelli) si affaccia proprio sul tratto di argine dove svettava l’albero eliminato. A decidere il taglio è stato il direttore dei lavori, l’architetto Giansilvio Girardi che spiega quanto è accaduto e perché.

«Avevamo interpellato un agronomo per capire la consistenza della pianta» dice «l’esperto ci aveva riferito che non era autoctona e che si trovava in buono stato, ma che le radici erano superficiali. Quindi per evitare rischi di cedimenti in caso di maltempo o forte vento, ci ha suggerito di sostituire la pianta con due salici». Ma non sarà uno stravolgimento del paesaggio originario? «Ho chiesto l’autorizzazione sia alla Soprintendenza che al Genio civile» conclude Girardi «con i salice avrà aspetto paesaggistico ancora più bello, forse anche migliorativo». Ora tra un salice e l’altro, dell’abete non resta che un ceppo.

 

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