A Treviso arriva la raccolta differenziata in tutti i luoghi pubblici

Si tratta di sostituire ben 7.818 cestini con 8.504 nuovi contenitori suddivisi in 5.246 punti raccolta; questi ultimi sono stati determinati e concordati in collaborazione con ciascun Comune, in un’ottica di ottimizzazione
TREVISO. I sindaci riuniti nell’Assemblea dello scorso mercoledì hanno approvato all’unanimità il progetto esecutivo che consente di introdurre la raccolta differenziata nelle aree pubbliche e che prevede l’affidamento a Contarina non più solo del servizio di svuotamento dei cestini, ma anche del loro acquisto, installazione, riparazione o sostituzione in caso di rottura.
 
Grazie ad un investimento da parte dell’azienda di quasi 2.500.000 euro, a partire dal 2020 i Comuni saranno sgravati dagli oneri dell’intera gestione e in circa 5 anni tutti i cestini saranno sostituiti da nuove attrezzature. 
 
L'assemblea. Nell’ultima Assemblea dei Sindaci del Consiglio di Bacino Priula, tenutasi lo scorso 4 dicembre, è stato approvato il progetto esecutivo elaborato da Contarina per una nuova gestione dei cestini pubblici.
“Ancora una volta – ha dichiarato Giuliano Pavanetto, Presidente del Consiglio di Bacino Priula - i nostri Comuni hanno approvato all’unanimità un progetto che consentirà di ottenere un servizio più efficiente a costi molto contenuti e che andrà a valorizzare ulteriormente il nostro territorio.”
 
Il progetto esecutivo approvato è frutto di una attenta analisi dello stato dell’arte effettuata dai tecnici di Contarina in collaborazione con ciascun Comune e dalla quale è emersa la grande varietà di situazioni ad oggi presenti nel nostro territorio. 
 
I cestini presenti lungo le strade, nelle piazze o nelle aree verdi hanno infatti le più disparate caratteristiche, diverse per dimensione, forma e diffusione; ad oggi, sono di proprietà dei singoli Comuni, a cui di fatto spettano tutti gli oneri connessi alla loro gestione.
 
Inoltre, la raccolta dei rifiuti nelle aree pubbliche viene per lo più effettuata in modo indifferenziato; le analisi svolte, tuttavia, hanno evidenziato come una significativa percentuale dei rifiuti conferiti nei cestini pubblici, in alcuni casi pari anche al 95%, sia costituita da materiali riciclabili. 
 
Il nuovo servizio. Per ottimizzare il servizio, quindi, i Sindaci hanno deciso di affidare a Contarina l’intera gestione e, a partire dal 2020, tutti i costi connessi a questa attività non saranno più in capo ai Comuni: Contarina si occuperà, non più solo dello svuotamento dei cestini, ma anche del loro acquisto, installazione, riparazione o sostituzione in caso di rottura. 
 
Grazie a un investimento da parte dell’Azienda di circa 2.500.000 euro, con un piano quinquennale e con un costo medio annuo nelle tariffa di ciascuna famiglia pari a soli 0,95 euro, tutti i cestini attualmente presenti sul territorio saranno sostituiti con nuove attrezzature dotate di specifiche caratteristiche tecniche attentamente individuate: dovranno, ad esempio, garantire la facile separazione delle varie tipologie di rifiuto, favorire lo svuotamento da parte degli addetti alle raccolte e limitare l’abbandono di sacchetti di rifiuti.
 
Si tratta di sostituire ben 7.818 cestini con 8.504 nuovi contenitori suddivisi in 5.246 punti raccolta; questi ultimi sono stati determinati e concordati in collaborazione con ciascun Comune, in un’ottica di ottimizzazione. A questo scopo, sono infatti stati individuati alcuni ambiti territoriali omogenei, quali grandi parchi, aree verdi e ambiti naturalistici, centri storici, piazze principali, aree urbane e aree a frequentazione cani; a seconda delle caratteristiche delle varie zone e dei rifiuti prodotti, il servizio offerto si diversifica a livello di tipologia di contenitori, frequenze di svuotamento e di rifiuti raccolti.
 
“In questo modo – ha dichiarato il Presidente di Contarina, Sergio Baldin - la raccolta differenziata verrà garantita in tutte le aree pubbliche, una scelta che risulta ormai necessaria anche per assicurare la coerenza con il sistema di gestione dei rifiuti che i cittadini sperimentano da anni presso le proprie abitazioni o nei luoghi di lavoro.”
 
 

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