Lezione di meccanica sull’Audi ...del prof

La macchina del prof nelle mani degli studenti come “cavia” per poter imparare la meccanica e l’elettronica al passo con i tempi. Sì, perché il professore nell’aula “officina” della scuola non porta soltanto la classe e le conoscenze, ma ci mette pure la propria auto. Nella scuola statale la marcia dei tagli alle risorse è ingranata da un pezzo, c’è chi ha imparato a fare di necessità virtù.
La lezione arriva dall’officina di meccanica dell’Ipsia Giorgi-Fermi, sul Terraglio, dove si è giunti a far posto pure all’auto di qualche docente per far toccare con mano agli studenti la meccanica dell’ultima generazione. Non che il parco macchine del laboratorio della scuola sia sguarnito. Nell’aula di meccanica trovano posto, parcheggiate una dietro l’altra, una Punto del 2002, un’Alfa 156 del ’98 e una Lancia Lybra del ’99. Si aggiunga pure una Fiat Bravo del ’96 con il cofano sempre aperto per le lezioni in officina. Un parco sistemato a regola d’arte per la normativa della sicurezza della scuola: sono stati bonificati tutti i liquidi olio e benzina inclusi. Ma per gli addetti ai lavori è datato: «Che esperienza possono fare i nostri studenti su una, due auto di vecchia data?», si chiede Angelo Preite, ingegnere e docente di meccanica: «Le auto oggi, una volta lanciate nel mercato, come tecnologia si può dire che siano già superate. Gli alunni devono poter almeno toccare con mano auto più recenti».
In “pole position”, pronta per la lezione stavolta di “diagnosi e check up dell’auto”, fa il suo ingresso in aula officina un’Audi 4 immatricolata nel 2007. Il suo proprietario, il professor Salvatore Mazzeo, docente di meccanica, ha già aperto il cofano e chiamato all’appello la 5D motoristi per una lezione il più possibile al passo con i tempi. Computer sopra il banco, strumento di diagnosi collegato all’auto. E studenti alle prese con il check up: «Se vogliamo far testare agli studenti i nuovi dispositivi antinquinamento dobbiamo mettere a disposizione auto più recenti di quelle della scuola», spiega il professor Mazzeo. «La stessa cosa per far conoscere loro il funzionamento delle centraline elettroniche». Computer collegato all’auto, la diagnosi racconta di tutto e di più: chilometri percorsi, olio, motore, funzionamento delle centraline elettriche. Alla fine della corsa entrano in gioco gli studenti: «Bisogna saper interpretare il guasto dell’auto segnalato dal pc alla luce delle conoscenze di meccanica. E qui gli alunni mostrano quello che hanno imparato», puntualizza il prof che in cattedra ha portato pure la sua Audi. La scuola ci aggiunge i computer e un parco macchine, magari datato, ma che serve agli studenti farsi le ossa. L’azienda Texa, da quattro anni fornisce alla scuola l’aggiornamento dei programmi.
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