Mignagola ha perso la battaglia apre il cantiere della Biopower

Il Comitato dei residenti annuncia: «Il triste epilogo della guerra di Davide contro Golia» I ritardi hanno fatto illudere i cittadini, invece la scorsa settimana sono comparsi i segnali
Di Federico Cipolla

CARBONERA. «Il triste epilogo della battaglia di Davide contro Golia». Il comitato Mignagola no biogas titola così la foto con cui annuncia il via ai lavori per l’impianto a biomasse. Una battaglia, la loro, lunga due anni, che però non ha potuto fermare i progetti della Biopower. La settimana scorsa nell’area la confine tra Mignagola e Olmi, pochi passi dagli stabilimenti de Longhi, sono comparsi i primi segni del cantiere per la realizzazione della centrale. L’area è stata recintata e ora si attende l’arrivo delle ruspe. Evidente lo sconforto nel Comitato, visto che sembrava ormai essere venuto meno l’interesse della biopower alla realizzazione dell’impianto. Nonostante avesse ricevuto tutte le autorizzazioni, infatti il continuo ritardo nell’apertura del cantiere aveva fatto pensare a molti che ormai non se ne facesse nulla. E invece la scorsa settimana è arrivata la doccia fredda. Anche il Movimento 5 Stelle si è saldato alla protesta, «basta recarsi sul posto per rendersi conto di quanto vicino sorge l'impianto alle abitazioni. Questi impianti non si fanno vicino ai centri abitati, mai», sostiene Valente Chieregato. «Poi ci sono da verificare altri dettagli, nei prossimi giorni vedremo di fare tutto quanto è possibile». Contro quell’impianto si era scatenato una protesta piuttosto ampia, dovuta alla vicinanza con i centri di Mignagola e di Olmi, all’aggravio di traffico, e al rischio che gli odori dell’impianto investissero molte abitazioni. Era stata organizzata una petizione con mille firme raccolte dal comitato di Mignagola, l’allora capogruppo in consigliere regionale del pd Laura Puppato aveva interrogato la giunta, il comune di San Biagio di Callalta e Italia Nostra avevano provato ad ostacolarlo, anche i consiglieri di opposizione di Carbonera avevano fatto lo stesso. Diversa invece la posizione della giunta Bonato. Una “timidezza” che molti imputavano al coinvolgimento del consigliere di maggioranza Daniele Perissinotto nell’affare. Fatto sta che tutto questo ha prodotto una riduzione delle dimensioni dell’impianto. Rispetto al primo progetto, la Biopower è stata costretta almeno a ridurre le pretese. Da una centrale da 1.000 kw, si è passati a una da 295. È cambiata anche la percentuale del combustibile. Saranno utilizzati molto più letame e liquami rispetto al mais, tutto verrà prodotto però da aziende agricole del luogo, in modo che vengano ridotti gli impatti negativi dovuti al trasporto del materiale fino alla centrale. In più la Biopower dovrà realizzare una pista ciclabile su via Duca D’Aosta, la strada che collega Olmi e Mignagola. Ma c’è un’ultima speranza per il comitato.

Il cantiere e i cartelli sono comparsi infatti il giorno prima della scadenza delle autorizzazioni.

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