CURIOSITA'/ Via alla vendemmia del vino armeno

VAZZOLA. Dall'Armenia a Tezze sul Piave, dall'arca di Noè alle “Viti di Noè”, per la prima volta è stato vendemmiato l'Arenì. È un antico vitigno che proviene dall’Armenia e fa parte di un progetto internazionale e di un gemellaggio con il Raboso Piave Docg.
Il Raboso sarà prodotto in Armenia secondo tradizionali metodi, come il sistema di maturazione del vino in anfore.
Le “Viti di Noè” sono state ribattezzate così, poiché uno degli obiettivi è lo sviluppo della vitivinicoltura nella regione armena dello Vayots Dzor e la vicina Valle dell'Ararat, dove secondo la leggenda approdò Noè.
Due anni fa 900 viti dell’Arenì vennero piantate nei terreni di fronte alla cantina sociale di Tezze. Adesso per la prima volta sarà raccolta l'uva e partirà la produzione.
Il progetto ha visto la collaborazione tra Provincia di Treviso, come capofila, la scuola enologica Cerletti, Istituto di Ricerca Cra-vit di Conegliano, la Congregazione Mechitarista Armena dell'Isola di San Lazzaro, la Confraternita Raboso del Piave, il Comune di Vazzola, Unindustria Treviso, Fondazione Civiltas Yerevan Armenia, The Mekhitarist Center of Armenia, Armenian Scientific Centre viticulture, fruit-growing and wine making, Armenian Wine Consortium, Edvag Group, Regione del Vayots Dzor, Armenian Trade Network.
«Si tratta di un progetto di cooperazione internazionale che ha consentito grandi scambi di conoscenze tra Treviso e l'Armenia, una delle culle della civilità cristiana», commenta il presidente della Provincia, Leonardo Muraro, «e rappresenta anche l'occasione per instaurare importanti scambi commerciali per i nostri imprenditori, rivolti all'Armenia, ma anche alla Russia. Un progetto per il nostro territorio che mette in campo anche le migliori tecnologie».
In questo modo sarà sviluppato anche il mercato del Raboso Docg. Prima vendemmia e primo vino. (di.b.)
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