Riaffiora il muro del porto via agli scavi archeologici

SPRESIANO. È riaffiorato un muro del vecchio porto di Lovadina, e ora partono gli scavi archeologici per riportarlo alla luce. Sono stati finanziati proprio nei giorni scorsi da Veneto Banca, con 8.000 euro. Il porto è riaffiorato in zona Palazzon, e rappresenta un pezzo di storia fondamentale per Spresiano. Si tratta infatti di un attracco probabilmente già attivo nell’ottavo secolo, e rimasto in funzione fino a un settantina di anni fa. Il comune di Spresiano ha siglato una convezione con Veneto Banca per approfondire la ricerca nella zona del ritrovamento. Gli scavi archeologici infatti potrebbero portare alla luce altre importanti testimonianze storiche della zona, a partire dall’abbazia e dal cosiddetto Castello del Piave. Edifici certamente distrutti secoli fa, ma di cui si potrebbero trovare alcuni resti. La campagna archeologica potrebbe dunque riservare anche altre piacevoli sorprese. Nell'argine più basso e parallelo al Piave, è affiorata l'effigie di un fascio scolpito su pietra che riporta l'anno di costruzione: XI di epoca fascista, ovvero il 1933. Tutto è inziato da qui.
Sull'altro argine invece è venuto alla luce lo stemma del 194esimo battaglione del Genio Zappatori. Durante l’epoca fascista i lavori di consolidamento dei fiumi erano stati demandati proprio al Genio militare, da qui l’effige riaffiorata sul Piave. Tra gli anziani di Lovadina il ricordo di quel porto è stato sempre piuttosto nitido, ma le ricerche non sono mai state condotte; finchè, facendo dei lavori di pulizia dell’argine, non è riaffiorato un tratto del muro originario. Secondo gli storici, vicino al porto sarebbe sorta una fortificazione fin dall’età tardo romana. A pochi passi sorgeva un “ospitale” costruito attorno all’anno Mille, gestito dai benedettini e distrutto come l’abbazia di Santa Maria. Secondo quanto riportato in un documento del 1177 il complesso religioso gestiva l’esercizio del traghetto di Lovadina. Attualmente lo storico approdo è segnalato solo da una pietra adiacente al monumento ai caduti della Prima guerra mondiale. Pochi mesi fa nella stessa zona, grazie all’associazione “Recuperanti del Piave”, presieduta da Roberto Bertelli, è stato riportato alla luce e completamente restaurato anche un vecchio rifugio della Grande guerra. Il 4 novembre durante la tradizionale commemorazione sul Piave verrà inaugurato.
Un lavoro durato due anni, non tanto per la complessità dell’intervento, quanto perché legato esclusivamente al volontariato dell’associazione. Quel bunker ricorreva spesso nei racconti degli anziani di Spresiano, grazie ai racconti tramandati dai genitori che avevano vissuto la Grande guerra. Era nella zona del Palazzon, ma non era mai stato individuato precisamente.
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