Dalla Marca al Kenya «Pronto un docufilm sugli angeli dell’Avi»

Feltrin, assessore a Trevignano, racconta il suo viaggio «Ho conosciuto volontari meravigliosi: li voglio descrivere»
Di Ingrid Feltrin

TREVIGNANO. Dalla Marca al Kenya per documentare il lavoro degli “angeli” dell’Avi tra i più poveri. In un momento non facile per il volontariato internazionale, come testimoniano i drammatici fatti di cronaca: dalle missionarie uccise agli ostaggi decapitati dall’Isis in Medio Oriente.

L’assessore di Trevignano, Dimitri Feltrin in veste di reporter ha documentato, per alcune settimane, il lavoro dei volontari nel paese africano. Partito une ventina di giorni fa con Ottorino Saccon, inventore e produttore delle cucine solari e degli orti a sacco, Feltrin è ritornato in questi giorni carico di soddisfazioni. «Sono stato felice di vedere con i miei occhi come vengono portati avanti i progetti di sostenibilità, in particolare quello delle cucine solari che con una tecnologia semplice ma efficacie rappresenta una risposta alle esigenze energetiche, di maggior salute ed alimentari di popolazioni in difficoltà, come quelle che ho conosciuto in Kenya». Il reporter sottolinea che il suo è stato un ruolo di semplice osservatore ma che spera di poter, con il suo lavoro di documentarista, far conoscere ad un pubblico più vasto il grande lavoro dei volontari che si prodigano per queste comunità più sfortunate. «Nel villaggio di Maralal ho assistito all’avvio di un progetto utilissimo, quello degli ortosacchi, ideale per consentire la produzione di verdure in quest’area arida, dando alle popolazioni un maggior ricchezza alimentare». Ma Dimitri ha conosciuto anche persone eccezionali. «Sempre a Maralal ho visto come Giorgia una ragazza di Santa Lucia di Piave, aiuta i ragazzi di strada, mentre al dispensario di Barsaloi la dottoressa Nadia Zorgno visita e distribuisce medicinali a moltissime persone, svolgendo un servizio fondamentale, senza dimenticare i volontari e le religiose del villaggio Karibu fondato da un’associazione di Scorzè dove vivono 54 famiglie sfollate di etnia Borana. Che dire poi di Ottorino e Nadia che con le loro cucine solari hanno dato nuova speranza a tante comunità. Concluso il montaggio delle riprese, Dimitri spera per Natale di finire il suo documentario.

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