Strappa 5000 euro davanti agli agenti

QUINTO. Alla domanda se avesse qualcosa da dichiarare, lui non ha battuto ciglio. Ha preso una mazzetta di dieci banconote da 500 euro in contanti e le ha tutte strappate, davanti agli occhi esterrefatti dei doganieri. L’uomo, un imprenditore informatico, tra le dieci persone più ricche d’Ucraina, era convinto che la detenzione di 5.000 euro in contanti costituisse per la legge italiana un reato. In realtà in realtà non si può importare una somma di almeno il doppio. E così, pensando che con quel clamoroso gesto avrebbe eliminato il reato, l’imprenditore ucraino s’è inguaiato da solo e si è preso una denuncia per distruzione di denaro e oltraggio a pubblico ufficiale. Un autogol, in termini sportivi.
L’incredibile episodio, che non era ancora emerso, è avvenuto un paio di mesi fa ma la vicenda è destinata a finire in un’aula del tribunale. Il sostituto procuratore della Repubblica Francesca Torri ha aperto un fascicolo, dopo aver ricevuto un dettagliato verbale dei funzionari dell’Agenzia delle dogane di Treviso.
L’imprenditore ucraino, quel giorno, ha a Treviso un incontro di lavoro con i dirigenti di una grande azienda di caldaie. Una delle tante imprese della Marca in affari con il magnate dell’est. Dopo essere sbarcato dall’aereo ed aver ritirato il bagaglio, l’imprenditore ucraino è stato avvicinato dai funzionari della Dogana di Treviso che gli hanno rivolto la classica domanda: «Ha qualcosa da dichiarare?» È a quel punto che i doganieri assistono ad una scena incredibile. L’imprenditore straniero, visibilmente nervoso, mette le mani nella tasca della giacca ed estrae dieci banconote da 500 euro. Le mostra ai doganieri e poi le strappa in più pezzi e le getta in un cestino. Un gesto fuori dal comune, soprattutto in tempi di crisi, a cui mai i doganieri avevano assistito. A quel punto i doganieri non hanno potuto far altro che invitare l’uomo negli uffici.
Le banconote strappate sono state fotografate e poi raccolte come corpo di reato. Stando a quanto s’è appreso, l’imprenditore era convinto che la somma che aveva superasse il limite di contante importato in Italia. Un errore di valutazione che gli è costato caro. L’uomo è stato infatti denunciato per distruzione di valuta (l’articolo 454 del codice penale che, in caso di condanna prevede una pena da uno a cinque anni di reclusione) e per oltraggio a pubblico ufficiale. A quel punto il magnate ucraino non ha fatto altro che chiamare l’azienda trevigiana con la quale aveva un impegno di lavoro per spiegare il problema. L’azienda gli ha così fornito l’assistenza legale di uno dei suoi avvocati.
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