«Nuovo ospedale, fermiamo il project»

Polemiche su costi e assegnazione, il centrosinistra frena. L’Usl: «I 48 milioni in più sono giustificati»
Di Alessandro Zago
PASSERINI TREVISO ASSESORRI E CONSIGLIERI AL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE A PALAZZO DEI 300, IN FOTO NEGRO GIOVANNI AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
PASSERINI TREVISO ASSESORRI E CONSIGLIERI AL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE A PALAZZO DEI 300, IN FOTO NEGRO GIOVANNI AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

Ampliamento dell’ospedale di Treviso: dopo la bufera sui project financing legati alla sanità veneta, i capigruppo della maggioranza in consiglio comunale reclamano uno stop immediato del progetto della Cittadella della Salute. Ma dice la sua anche l’Usl 9, chiamata a rispondere delle accuse lanciate dal consigliere regionale di Verso Nord Diego Bottacin, che insiste affinché sia annullata la gara sulla Cittadella della Salute del Ca’ Foncello e predisposto un piano alternativo di finanza pubblica, ricordando «il pesante coinvolgimento nelle indagini del gruppo finanziario che si è aggiudicato l’appalto della Cittadella, che minaccia di affondare definitivamente il progetto», facendo riferimento alla detenzione di Roberto Meneguzzo, amministratore delegato di Palladio Finanziaria, anima dell’Ati, l’associazione temporanea d’impresa Finanza e Progetti spa che si è aggiudicata la gara della Cittadella.

E sempre Bottacin ma non solo lui si chiede perché l’Ati abbia vinto la gara in base al requisito della “qualità del suo progetto tecnico” che però rispetto al progetto dei concorrenti, in particolare a quello della Mantovani, è costato 48 milioni di euro in più.

La replica dell’Usl 9: «Il bando di gara è stato pubblicato il 13 dicembre 2010 sulla base di uno studio di fattibilità elaborato dall’Usl 9 e quindi a iniziativa pubblica in assenza di un promotore, con procedura aperta a gara unica. L’assegnazione si è basata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Metodo che si fonda non solo sulla valutazione di una offerta economica ma su un complesso confronto di una pluralità di elementi. La considerazione dei vantaggi qualitativi si rende indispensabile soprattutto a fronte della realizzazione di una struttura sanitaria molto articolata, pensata per tenere al passo coi tempi la sanità trevigiana nell’ottica di un bacino di utenza che già oggi è superiore a quello aziendale. Secondo quanto previsto dalla legge, con questo metodo la valutazione finale deve tener conto, non solo dell’aspetto economico ma anche degli aspetti qualitativi e questi ultimi incidono maggiormente».

Insomma, la proposta più «innovativa e di alta qualità» legata a funzionalità degli spazi clinici, qualità delle attrezzature e della logistica, secondo l’Usl 9, era quella della cordata che ha vinto il bando.

Conclusione dell’Usl 9: «Gli elementi economici hanno costituito solo uno degli aspetti quantitativi che si sono dovuti confrontare con quelli qualitativi, peraltro prevalenti». Comunque sia, i costi della futura Cittadella della Salute, secondo il centrosinistra, restano impressionati e da rivedere.

Da qui la levata di scudi dei capigruppo della maggioranza ai Trecento. Said Chaibi, di Sel: «L’ampliamento del Ca’ Foncello, fatto in questi termini, ci convince sempre meno. Stiamo comunque parlando di soldi pubblici investiti in grandi opere, che la gente paga con le tasse. E quindi vogliamo maggiori garanzie sui costi». Giovanni Negro, capogruppo di Impegno Civile: «Stoppiamo tutto e facciamo chiarezza. Compresa la variante urbanistica chiestaci dalla Regione per la Cittadella». Gian Mario Bozzo, di Per Treviso: «Urge una riflessione e una attenta analisi dei costi». Giovanni Tonella, Pd: «L’ho detto e lo ripeto, anche alla luce degli scandali regionali di questi giorni: i conti del project ora vanno passati ai raggi x». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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