Nonna rientra dall’ospedale trova la casa occupata dai nipoti

Al rientro a casa da una settimana di ricovero all’ospedale di Treviso trova il suo appartamento occupato da una famiglia di parenti. Per sgomberarlo ha dovuto chiedere aiuto ai vigili urbani di Treviso che hanno identificato e denunciato quattro dei cinque componenti del nucleo familiare (uno non è imputabile perché minorenne). Il caso curioso è avvenuto nei giorni scorsi in un appartamento dell’Ater di via Santa Bona Nuova. Un alloggio del Comune ottenuto dall’anziana alcuni anni fa era stato occupato dalla famiglia di un nipote. L’uomo, rimasto di recente senza un tetto, ha pensato bene di approfittare dell’assenza dell’anziana parente, alla quale rendeva visita in ospedale quasi quotidianamente, per occupare il suo alloggio Ater e stabilirvi la moglie e i tre figli. Dopo un paio di settimane di ricovero al Ca’ Foncello, l’anziana è stata dimessa. Ma quando è stata accompagnata a casa, ha trovato le serrature cambiate e soprattutto ha scoperto che il responsabile dell’occupazione abusiva del suo appartamento era uno degli amati nipoti. «Ne avevo bisogno - ha detto l’uomo alla parente - non sapevo più dove andare a dormire con la mia famiglia».
Ma tra i due parenti la trattativa per trovare una soluzione s’è subito arenata. Zia e nipote non si sono accordati sulla permanenza della famiglia in casa e per questo motivo l’anziana è stata costretta a chiamare in suo aiuto i vigili urbani di Treviso. Gli agenti della polizia locale sono stati costretti a sgomberare la casa per permettere all’anziana di tornarvi in possesso ed hanno denunciato quattro dei cinque componenti della famiglia per occupazione abusiva di edificio.
Caso curioso, i vigili urbani, nello stesso giorno, hanno dovuto denunciare, per lo stesso reato, un trevigiano di 38 anni. L’uomo, senza fissa dimora, aveva scelto come il suo nuovo alloggio una vecchia falegnameria sotto il cavalcavia di via Pinelli. L’edificio, ora del Comune, era stato chiuso con le catene. L’uomo le aveva tagliate e si era sistemato all’interno con materassi, tavolo e sedia. Ma è stato costretto a traslocare al dormitorio di via Risorgimento.
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