«Aeroporto, fuori tutte le carte» Pressing di Enac su Ca’ Sugana

«Ca’ Sugana tiri fuori tutte le carte: ha dato concessioni edilizie intorno all’aeroporto di cui siamo all’oscuro?».
Piano di rischio aeroportuale e lottizzazioni concesse nelle zone di tutela intorno allo scalo Canova: l’Enac vuole sapere se Ca’ Sugana le ha inviato «l’intera documentazione» in merito alla faccenda. E lo ha fatto con una lettera recapitata venerdì scorso in Comune e diretta al sindaco Giovanni Manildo ma anche agli uffici tecnici municipali. L’ente nazionale di aviazione civile (Enac), dopo aver letto le accuse lanciate da Maristella Caldato del Pd, vuole sapere se il Comune di Treviso le ha inviato a suo tempo tutto il materiale inerente alle concessioni edilizie rilasciate nell’ambito del Piano di rischio dell’aeroporto. Altrimenti non darà il via libera al Piano. L’Enac vuole insomma avere la garanzia che, per il periodo che va dal 2006 fino al giugno 2013 - ossia dall’introduzione della legge sui Piani di Rischio fino alla data dell’ultima integrazione sul Piano chiesta dall’Enac al Comune - Ca’ Sugana le abbia inviato la lista completa dei permessi a costruire ma anche eventuali concessioni successive all’invio del materiale sul Piano di Rischio all’Enac.
«L’Enac», dicono da Ca’ Sugana, «ci ha insomma chiesto la garanzia di avere in possesso tutte le carte per poter sdoganare il Piano di Rischio. Le risponderemo affermativamente: ha tutte le carte, non servono altre integrazioni. Insomma, manca solo l’adozione del Piano di Rischio, dopo la quale non potranno essere concessi permessi a costruire nella zona A del Piano di Rischio». Cosa che invece, ha accusato la Caldato, è successa nel 2006, ma anche nel 2008. Da qui la decisione dell’esponente del Pd di sporgere denuncia contro la cementificazione avvenuta negli anni precedenti alla giunta Manildo nelle zone circostanti l’aeroporto. Ma secondo la procura, che venerdì ha archiviato la denuncia, non ci sono estremi di reato. La motivazione: dal 2006 l’Enac ha varato rigide norme e vincoli per le concessioni nelle aree soggette a protezione per la sicurezza collettiva, in particolare lungo il corridoi di decollo e atterraggio, parametri per adottare quel Piano di Rischio che a Treviso ancor oggi manca. Ma le concessioni edilizie concesse nel 2006 e 2008 non sarebbero andate contro la legge perché, detta in soldoni, i vincoli diventano a tutti gli effetti tali solo a Piano di Rischio adottato. «Ma Treviso sta appunto ancora aspettando che l’Enac dia il via libera all’adozione», spiega l’assessore all’Urbanistica Paolo Camolei. La Caldato, di fronte alla decisione della Procura, ha detto: «Resto invece convinta che c’è stata una mancata tempestiva adozione del Piano di Rischio dell’aeroporto da parte della passata amministrazione comunale, cosa che ha portato a una incessante attività edilizia dal 2006 ad oggi nelle zone di tutela previste dal Piano stesso». Se quindi reato non c’è stato, per Maristella Caldato è invece certa la responsabilità politica della giunta Gobbo: «Chi ha amministrato la città non ha saputo tenere in considerazione la tutela della sicurezza e della salute dei trevigiani, nonché la salvaguardia del territorio».
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