Canova senza piano Il giudice archivia ma Caldato non ci sta

Edificazioni vicino all’aeroporto, il magistrato non ravvisa ipotesi di reato. La consigliera: sicurezza violata, vado avanti
Agostini Treviso strada santa agnese quartiere san giuseppe
Agostini Treviso strada santa agnese quartiere san giuseppe

Non ci sono estremi di reato. Va in archivio la denuncia di Maristella Caldato, consigliere del Pd, sulla cementificazione degli ultimi anni nelle zone circostanti l’aeroporto, nonostante dal 2006 l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) avesse varato rigide norme e vincoli per le concessioni nelle aree soggette a protezione per la sicurezza collettiva, in particolare lungo il corridoi di decollo e atterraggio.

A pochi giorni dalla decisione di un supplemento di indagine, il gup Umberto Donà ha chiuso ieri il caso dell’esposto: non si ravvisano estremi di reato, né aspetti che richiedano ulteriori approfondimenti della magistratura. Si era concesso un mese, in una manciata di giorni ha stabilito che non ci fossero atti e iter amministrativi da mettere sotto ulteriori «raggi x».

Sconcertata la reazione dell’esponente dei Democratici: «Prendo atto, ma non mollo: ho intenzione di battere tutte le strade a mia disposizione perché si faccia luce su quanto avvenuto. Resto convinta che c’è stata una mancata tempestiva adozione del piano di rischio dell’aeroporto da parte della passata amministrazione comunale, che ha portato a un’incessante attività edilizia, dal 2006 ad oggi, nelle zone di tutela previste dal Piano stesso».

Caldato ribadisce di «nutrire il massimo rispetto per le decisioni assunte dai giudici con la consapevolezza, comunque, che pur in assenza di ipotesi di reato, non viene meno una grave responsabilità politica perché chi ha amministrato la città di Treviso, non ha saputo tenere in considerazione la tutela della sicurezza e della salute dei trevigiani, nonché la salvaguardia del territorio». E il consigliere, la più votata alle ultime comunali, annuncia che continuerà la sua battaglia «perchè la città possa disporre di un adeguato Piano di Rischio», «con maggiore vigore e forza», «in tutte le sedi istituzionali». E riallacciandosi alle alluvioni di questi giorni, Caldato rileva che «non ci si può lamentare di una eccessiva cementificazione del territorio se poi, nell’effettuare le “scelte urbanistiche” e di altro tipo, esse vengono assunte nell’esclusivo interesse del perseguimento del fine economico, a tutto vantaggio dei poteri forti, siano essi singoli cittadini o lobbies».

Sulla questione ora pende comunque un ricorso al Tar: quello intentato dall’Immobiliare Santambrogio, contro l’amministrazione comunale che ha sospeso nei mesi scorsi la concessione a suo tempo rilasciata per il piano di lottizzazione Sile 1, in via Sant’Agnese, a San Giuseppe. Un complesso con 44 appartamenti e una viabilità speciale di raccordo alla rotonda sulla Noalese, a carico del privato. È solo una delle tantissime concessioni rilasciate dal Comune dopo il 2006, oggetto ora della valutazione dell’Enac, che deve esprimersi.

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