Suicidi per la crisi: protesta con 124 croci

PAESE. Per denunciare quelli che definiscono “omicidi di Stato” hanno conficcato nel terreno della rotonda di Padernello 124 croci. Tanti sono gli imprenditori e gli artigiani che si sono suicidati in Italia nell’ultimo anno per colpa della crisi economica. I forconi hanno deciso di inscenare la protesta nella notte in cui tutti gli altri stavano festeggiando. «Ora dovremmo aggiungere delle croci, perché nel frattempo si sono suicidate altre cinque persone», racconta Michele Fiorotto, portavoce del gruppo che da prima del Natale sta presidiando la rotonda sulla Castellana. Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, invece di lanciare botti e fare brindisi, i forconi hanno fatto un minuto di silenzio. «Io sono un artigiano», prosegue Fiorotto, «e non riesco a farmi pagare i lavori che eseguo. Se non incamero soldi non riesco a pagare a mia volta i miei di debiti, e non riesco nemmeno a dare i soldi che devo a Inps e Inail. Questo comporta che non mi viene rilasciato il Durc, il documento unico di regolarirà contributiva che attesta l’assolvimento degli obblighi fiscali, e senza di esso non posso essere pagato da nessuno. È un meccanismo che porta alla rovina. Noi siamo qui anche per quelle persone che non hanno avuto purtroppo la forza di protestare, e che hanno preferito farla finita». Il presidio dei forconi di Padernello è uno degli ultimi a resistere in provincia di Treviso. Deriva dal gruppo che aveva occupato la rotonda del casello di Treviso sud. Scaduti i permessi, hanno trovato “ospitalità” a Paese, ma il gruppo è andato via via assottigliandosi. La rotonda è presidiata giorno e notte, ma i manifestanti hanno deciso di non creare particolari disagi. Fanno un po’ di volantinaggio e non bloccano il traffico. A pochi passi si trova la zona industriale di Padernello, da cui arrivano spesso segnali di solidarietà da parte degli operai. «C’è anche chi ci porta da mangiare, attorno a noi c’è solidarietà nel territorio. Ma a Roma nessuno ci ascolta», si sfoga Fiorotto, «al Cie di Roma è bastato che alcuni clandestini si cucissero la bocca perché intervenissero ministri e mandassero medici a controllare. Ma nessuno pensa alle famiglie italiane e ai nostri pensionati che non hanno nemmeno i soldi per la spesa?». La protesta comunque è destinata a non fermarsi. Domenica al posto del panevin i forconi faranno un altro minuto di silenzio per ricordare i suicidi “per la crisi”. Fiorotto vuole sgombrare il campo anche dalle accuse che da settimane piovono sui forconi: «Non diteci che siamo dei fascisti. Qui ci sono persone che hanno idee politiche diverse, e che quelle idee le hanno lasciate a casa per l’obiettivo comune».
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