Speranzon (Lega) guida i sindaci dell’Usl

Eletto presidente della Conferenza: saltata la candidatura di Manildo, capoluogo a bocca asciutta. Il vice è Piazza (Pd)
Di Valentina Calzavara
FERRAZZA SILEA ELEZIONI COMUNALI A SINDACO, IN FOTO SILVANO PIAZZA IN SEDE DEL MUNICIPIO
FERRAZZA SILEA ELEZIONI COMUNALI A SINDACO, IN FOTO SILVANO PIAZZA IN SEDE DEL MUNICIPIO

Conferenza dei sindaci Usl 9 infuocata, ieri al Pime: gli animi si sono accesi per il rinnovo di presidente e vicepresidente. Dopo mezz'ora buona di bagarre, il sindaco di Treviso Giovanni Manildo ritira la propria candidatura e fa il nome di Silvano Piazza, sindaco del Pd di Silea, quale braccio destro del leghista Paolo Speranzon (voluto presidente della maggioranza leghista dei sindaci). Una soluzione che poi sarà sostenuta a maggioranza dai 33 Comuni (su 37) presenti. Durante il voto palese si alzano 27 mani per entrambi i candidati, 6 gli astenuti.

Così la Lega piglia tutto o quasi, puntando sull’attuale maggioranza politica nei Comuni dell’Usl 9: ha sostenuto e vinto col nome di Paolo Speranzon, assessore provinciale appena rieletto sindaco di Motta e veterano della stessa conferenza dei sindaci. Per Speranzon, però, ora si apre la prospettiva delle dimissioni dalla carica di assessore provinciale per incompatibilità con la nuova carica.

Costretto invece a ripiegare il Pd, che nei giorni scorsi era stato particolarmente duro verso una presidenza filo leghista. Inascoltati gli appelli a favore del neosindaco di Treviso lanciati in sala e in linea con quanto dichiarato da Floriana Casellato, sindaco di Maserada nei giorni scorsi: «La tradizione vuole l’unanimità dei sindaci sulla presidenza e sull’esecutivo della conferenza». Diversa è stata invece la posizione espressa dal primo cittadino di Mogliano Giovanni Azzolini, che ha proposto Speranzon al vertice e Manildo vice. Di poche parole è stato il sindaco di Treviso, che ha sottolineato come la sua candidatura non sia «personale ma di servizio» senza risparmiarsi una stoccata al presidente uscente Gian Paolo Gobbo: «Poteva essere più presente». Vero è che, vedendo la mal parata, Manildo ha rinunciato a candidarsi. Probabilmente i numeri non c’erano e ha pensato a una contromossa. Chiede 10 minuti di pausa e si riunisce con i suoi. Al rientro, si riapre la partita con il nome di Silvano Piazza alla vicepresidenza: «I sindaci del Distretto uno hanno deciso all'unanimità di cambiare la candidatura. Ritiro la mia e faccio il nome di Piazza» ha dichiarato. Scampato il pericolo di paralisi, la conferenza è proseguita senza intoppi. Vittoria della Lega, quindi. Ma il capoluogo è rimasto senza alcun rappresentante nell’esecutivo.

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