Cane di Quinto salva un bambino in mare

È successo ieri a Caorle: il tredicenne era stato sospinto al largo dalla corrente, Erasmo lo ha soccorso

QUINTO. Tredici salvataggi in quattro anni di operatività sull’arenile di Caorle e ieri il quattordicesimo intervento, minuti di tensione e adrenalina che hanno salvato la vita ad un bambino di soli 13 anni che rischiava di annegare in zona Falconera, a Caorle. Gli eroi del caso sono Massimo Salvadego e il suo Erasmo, labrador adottato nel canile di Rubano e addestrato nel centro della scuola cani da salvataggio di Quinto di Treviso. Erano appena passate le 14.30, quando, sulla spiaggia di Levante, in prossimità delle torrette numero 10 e 11, un uomo ha iniziato a urlare allertando il soccorso canino presente in quella zona proprio perché considerata particolarmente pericolosa. A repentaglio il figlio dell’uomo autistico che, inoltratosi in mare per un bagno, è stato spinto a largo dalla corrente. Anche la patologia ha incrementato il panico e quindi il pericolo di annegamento. Massimo Salvadego, Teofilo Girardini e Andrea Castellaro, i tre istruttori Sics operativi sulla spiaggia con Erasmo, Shira e Argo, non hanno perso tempo e mentre Erasmo si è precipitato in acqua in direzione del giovane, i compagni hanno subito allertato i bagnini di salvataggio ed i medici di spiaggia. Un’operazione complessa e pericolosa, quella compiuta da Erasmo, proprio perché il ragazzo era particolarmente agitato, stanco e nervoso, ma soprattutto a causa della forte corrente che non ha per nulla aiutato la situazione già di per sè molto difficile. Il tredicenne si trovava in una fase di pre-annegamento quando è stato raggiunto da Erasmo, tratto in salvo e soccorso dai bagnini di salvataggio. Tanta paura per i genitori del giovane e di choc per la vittima, ma una nuova conferma dell’utilità di questi ausiliari di salvataggio sulla spiaggia di Caorle.

«Il servizio Sics» spiega il responsabile della sede di Quinto di Treviso, Andrea Schiavon «è stato istituito sulla spiaggia di Caorle da ormai quattro anni, proprio per primaria volontà dell’amministrazione comunale, in quanto, il tratto di arenile in cui è svolto il servizio, cioè quello antistante la zona di Falconera, è considerato particolarmente critico e spesso, i soli bagnini di salvataggio, non bastano. Le correnti sono molto forti e situazioni come queste capitano più volte in una stagione».

Gemma Canzoneri

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