Strade, caos quotidiano a San Giuseppe

Viabilità malata, strade al collasso. A partire dal quartiere di San Giuseppe, il più trafficato del capoluogo, il più carente di piste ciclabili. Sarà la sfida più grande della prossima amministrazione comunale, insieme alla crisi del commercio e del centro, che abbiamo già analizzato. Una sfida totale, se anche il Put del centro è stato realizzato solo al 20% rispetto al progetto di Rizzon.
La prossima giunta dovrà fare la voce più grossa con Veneto Strade e Regione, per le opere sovracomunali, soprattutto per la battaglia di tutte le battaglie, per il traffico di San Giuseppe e per l’intera città: il completamento del quarto lotto della tangenziale.
Dal cavalcavia parte il caos. Le rotatorie delle Stiore hanno risolto solo in parte il problema del traffico sulla parte finale di Strada Ovest, un’arteria che però fino all’innesto con la Pontebbana è paralizzata dai semafori che, «nonostante le promesse della giunta», dice Giancarlo Zuliani, candidato del Pd e residente a San Giuseppe, «non sono stati sostituiti da altrettante rotatorie, in testa quella doppia tra via San Pelajo e via Ellero».
Ma saliamo sul cavalcavia: fallita e quindi cancellata la deviazione ai piedi della rampa, resta la svolta a sinistra su via Bernardi, un tappo che fa il paio con il semaforo pedonale davanti alla chiesa di San Giuseppe: i residenti ci hanno messo 10 anni per ottenerlo, la sicurezza è migliorata, ma così le code sono la norma.
La Dea Kalì. È stato ribattezzato così, da Zuliani, il groviglio di rotatorie costruito sotto il sovrappasso della Noalese. Il piano regolatore non lo prevedeva. E infatti i residenti hanno sempre reclamato quello che il Prg stabiliva: una rotatoria all’innesto della Treviso Servizi, su via della Serenissima. «Ma l’allora presidente della Provincia Zaia», dice Zuliani, «preferì le rotatorie sotto il cavalcavia».
Le bretelle inutili. Le Fs dovevano costruire uno scalo collegato con la rotatoria mai fatta della Treviso Servizi. A questo fine sono state costruire due bretelle, a partire dalla tangenziale, a uso di uno scalo mai fatto. E quindi sono inutili. E inutilizzate.
Il caos aeroporto. L’aeroporto di Treviso, il Canova, di fatto non ha una viabilità degna del nome: le auto in accesso e in uscita sulla Noalese creano solo ingorghi. E il futuro potenziamento dello scalo peggiorerà la situazione.
Rotatoria ex Pagnossin. Si continua verso Quinto e c’è un altro problema: la rotatoria del Famila, che l’ha pagata, costruita fuori asse rispetto alla Noalese, che crea rallentamenti«perché è nel posto sbagliato», dice Zuliani, «fuori asse come quella di via Cisole. Una rotatoria che pure aveva bocciato sia la Soprintendenza che lo stesso mobility manager del Comune. Andava innestata su via delle Industrie, a Quinto: solo 80 metri più in là e il traffico non sarebbe congestionato».
Il quarto lotto e la Noalese bis, le due chimere. In vent’anni di amministrazioni leghiste non si è ottenuto nulla, in merito al quarto lotto della tangenziale, il collegamento tra Castellana e Feltrina che farebbe scendere di un terzo il traffico leggero e dimezzerebbe quello pesante su San Giuseppe. «Siamo anzi alla presa in giro», dice Zuliani, «Dato che nel programma elettorale della Lega e di Gentilini è scritto che il quarto lotto “è stato finanziato dalla Regione ed è in fase di progetto esecutivo”. Balle». E infatti Silvano Vernizzi, segretario regionale alle infrastrutture e ad di Veneto Strade, precisa: «Siamo solo al progetto preliminare e i soldi non sono a bilancio», perché la Regione aveva sì stanziato 57 milioni ma gli «aggiustamenti» all’opera chiesti poi da Ca’ Sugana hanno fatto salire il conto a 90 milioni, che la Regione non intende spendere. Ma solo con il quarto lotto si vedrebbe il completamento di viale Europa. Altra chimera, la Noalese bis, la strada che dall’ex Pagnossin passando per la Treviso Servizi sfocerebbe sulle Stiore bypassando San Giuseppe: solo fiumi di parole.
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