Il cancello della discordia sul tavolo di Napolitano

Valdobbiadene, curioso risvolto della diatriba tra la storica azienda Bortolomiol e il Comune: «Non ci viene permesso di usarlo, così non possiamo lavorare»
Di Andrea De Polo

VALDOBBIADENE. Finisce addirittura sul tavolo del Presidente della Repubblica il cancello della discordia. La storica cantina e azienda agricola San Gregorio di Valdobbiadene, infatti, ha deciso di presentare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Comune, per l’annullamento di un provvedimento che non permette l’utilizzo del cancello destinato allo scarico della merce.

«In tempi di crisi, dobbiamo poter offrire a fornitori e clienti un servizio adeguato», spiega Lucia Bortolomiol, una delle figlie dei titolari. Anche il Comune ha deciso di costituirsi in giudizio, e ha nominato l’avvocato Enrico Gaz come proprio difensore. Una storia che si trascina da tempo, quella del cancello della ditta San Gregorio. L’azienda ha due ingressi: uno per i clienti e uno sul retro per i camion che devono caricare o scaricare materiale. E proprio sul retro, ecco il nodo burocratico: c’è un cancello dove, a norma di legge, non potrebbero transitare gli automezzi, e quindi quel cancello deve rimanere chiuso, e impedire il passaggio dei camion.

«Ce l’hanno proprio saldato, non possiamo aprirlo, ci controllano», spiega Lucia, «ma in questo modo diventa difficile lavorare. Ogni volta che devo spedire qualcosa mi chiedo come possiamo fare». Quando arrivano i pacchi dai fornitori, Lucia (o una delle sue sorelle) deve uscire con il muletto fin sulla strada, e trascinare all’interno i bancali di merce. Operazione non priva di rischi: «A novembre sono finita al pronto soccorso, dopo aver cercato di sollevare a mano un bancale. Abbiamo scritto diverse lettere alle autorità e al sindaco, ma la situazione non si sblocca. Le abbiamo provate tutte, ora abbiamo scritto all’ufficio di Napolitano».

Un ricorso straordinario su cui si esprimerà ovviamente non Napolitano in persona (che verrà comunque messo al corrente della vicenda), ma il Consiglio di Stato.

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