Morde la crisi: 700 posti “bruciati” solo nel 2012

ODERZO. Ben 700 i posti di lavoro persi nel 2012 nell’Opitergino-Mottense: la crisi economica ed occupazionale non dà ancora segni di ripartenza concreta, anzi. Il dato è stato fornito dal segretario generale della Cgil Treviso, Giacomo Vendrame, durante l’inaugurazione di una nuova sede a Ponte di Piave. «Il territorio opitergino», ha affermato Vendrame, «oggi è una delle realtà economiche e sociali che più soffrono gli effetti della congiuntura economica negativa, specchio delle situazioni e delle trasformazioni legate alla crisi produttiva e agli andamenti sociali che ci coinvolgono, prima di tutte la forte disoccupazione. Si registra complessivamente, tra lavoratori coperti da ammortizzatori sociali e quelli senza tutele individuali, un totale di circai 700 licenziamenti nel corso del 2012; di questi, 200 sono stranieri residenti. Inoltre, solo nei primi mesi di quest’anno altri 60 lavoratori sono usciti dal mercato del lavoro. Con questa consapevolezza la Cgil di Treviso si articola nel territorio per partecipare alla costruzione di un futuro che dia risposte a vecchie e nuove problematiche, avendo sempre come riferimento la solidarietà, la giustizia, i diritti e la coesione sociale».
I casi di aziende in crisi, soprattutto quelle operanti nei settori del legno e delle materie plastiche, sono numerosissimi e non sempre si riesce a trovare una soluzione. Un caso positivo è stato recentemente chiuso a Cessalto con il mobilificio Europeo, che ha attivato il contratto di solidarietà per 190 lavoratori riuscendo in questo modo a salvare oltre una sessantina di posti in esubero. La Cgil ha recentemente inaugurato la nuova sede a Ponte di Piave per garantire presenza e sostegno ai lavoratori. «Una sede sindacale attiva nel territorio rafforza il profilo delle articolazioni democratiche, arricchisce le possibilità di dialogo sociale con le istituzioni e la politica al fine di ricercare le soluzioni più adeguate alle necessità delle nostre comunità», ha concluso Vendrame, «La Cgil, anche nell’Opitergino, vuole presidiare il territorio e potenziare la propria attività di rappresentanza, già notevolmente aumentata negli ultimi anni, portando l’organizzazione e il Caaf a intensificare la tutela collettiva ed individuale e i rispettivi servizi di pari passo con il crescere della richiesta dell’utenza».
Secondo i dati presentati dai sindacati durante la festa del Primo Maggio, nella Marca nel 2012 sono stati persi 8mila posti di lavoro, con una media di 656 ingressi in mobilità al mese, una crisi aziendale al giorno e un livello di sofferenza elevato, soprattutto nelle piccole imprese. I disoccupati sono complessivamente 25mila, con un tasso intorno al 7%.
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