Saracinesche abbassate per l’addio a Coppe

SEGUSINO. Oggi pomeriggio tutto il paese si ferma per dare l’estremo saluto al suo assessore, Renato Coppe, tragicamente scomparso sabato scorso durante un’arrampicata nella Valle di Schievenin. Misure eccezionali per contenere l’afflusso di fedeli alla chiesa parrocchiale di Segusino, dove alle 15 inizieranno i funerali. La comunità ha pregato per lui anche ieri sera, con il rosario, e nelle due messe di domenica mattina, quando la notizia ha raggiunto i pochi cittadini che ancora non erano al corrente della tragedia. Il sindaco Guido Lio, amico d’infanzia e testimone di nozze di Coppe, ha indetto il lutto cittadino: «È la prima volta che capita a Segusino, ho dovuto informarmi per capire come regolamentare il tutto. Ma mi sembra un doveroso omaggio per chi ha servito il paese per 15 anni». Ieri Coppe ha salutato per l’ultima volta in forma privata l’amico, nella camera mortuaria di Feltre. Saracinesche abbassate quindi durante i funerali, ai quali prenderanno parte numerosi sindaci della Marca. Di recente, Coppe aveva lavorato anche a Moriago, dove stava sostituendo il segretario in malattia. Mentre da diversi anni ricopriva il ruolo di segretario comunale a Fonzaso, Vidor, Fonte e Castelcucco. Ma con molti altri Comuni aveva avuto modo di collaborare. Un ruolo pieno di responsabilità che, come raccontato dalla moglie Paola, di recente gli aveva tolto un po’ di serenità, e molto tempo libero, che amava trascorrere in palestra, sulla sella della bicicletta o tra le rocce a picco della falesia di Schievenin. Un professionista esemplare, su cui i sindaci potevano fare affidamento sette giorni su sette, 24 ore su 24. E saranno almeno dieci i primi cittadini che, con i gonfaloni e i labari del Comune, faranno sentire la loro vicinanza alla famiglia di Coppe. «Ho già allertato la protezione civile, dobbiamo garantire la sicurezza dei tanti che parteciperanno al funerale» spiega Lio «mentre agli abitanti di Segusino dico di venire in chiesa a piedi, e lasciare a casa l’automobile. Stiamo pensando di convogliare le auto nel parcheggio della palestra comunale». Coppe ha lasciato la moglie Paola, che lavora nella concessionaria Chevrolet di proprietà del padre, e una figlia 15enne. Riposerà nel cimitero del suo paese. Alla moglie Paola è stato chiesto se avrebbe concesso l’espianto degli organi: «Ma non ne avevamo mai parlato. A 49 anni, non pensava nemmeno che sarebbe potuto capitare». (a.d.p.)
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