Marton silura l’assessore pro don Corsi

Via le deleghe dopo il sit-in in piazza e in consiglio comunale contro l’esponente del Pdl. Il sindaco: «Ci ha imbarazzato»
ALLEGRANZI PREGANZIOL CONSIGLIO COMUNALE STRISCIONE DI PROTESTA CONTRO LE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE SIMONE TRONCHIN
ALLEGRANZI PREGANZIOL CONSIGLIO COMUNALE STRISCIONE DI PROTESTA CONTRO LE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE SIMONE TRONCHIN

PREGANZIOL. Via le deleghe all'assessore pidiellino Simone Tronchin, “solidale” con don Corsi. Lo ha comunicato ieri pomeriggio il sindaco Sergio Marton in apertura del consiglio comunale, a pochi giorni dall'esplosione del “caso Tronchin”, autore della presa di posizione choc su Facebook: «Io sono con don Corsi!». «È con imbarazzo che mi vedo costretto a comunicare di aver preso un'importante decisione che riguarda un componente della giunta comunale», ha esordito Marton, dichiarando di aver ritirato in giornata all'ormai ex assessore le deleghe a Urbanistica ed Edilizia privata, Viabilità e Politiche giovanili. Una comunicazione brevissima, a cui è seguito l'applauso quasi liberatorio della sala consiliare, gremita come non mai. Le condanne alla frase dell'assessore erano arrivate numerose nei giorni scorsi da parte di partiti e gruppi, ora si attendeva una decisione politica. C'erano un centinaio di persone, ieri pomeriggio, arrivate a Preganziol sull'onda della mobilitazione generale contro la frase sul social network. Prima dell'inizio della seduta, un gruppo di donne ha srotolato fuori dal municipio uno striscione con la scritta “La violenza sulle donne non si giustifica mai”. Alcuni hanno distribuito volantini. In sala, cittadini con cartelli appesi al collo che riportavano citazioni sulle donne e qualcuno indossava pure il nastro bianco simbolo della campagna contro la violenza di genere. Tronchin ha trovato posto non nei banchi della giunta, ma nei posti dei consiglieri di maggioranza di fianco a Daniele Biadene, anch'egli ex dell'esecutivo. E la discussione della mozione urgente presentata dai gruppo di opposizione “Preganziol Insieme” e “Tutti per Preganziol”, in cui si chiedeva tra l'altro che il sindaco ritirasse le deleghe a Tronchin, è stata l'occasione per ribadire il disappunto per quel “Io sono con don Corsi!” pubblicato su Facebook. «Quando si ricopre una carica pubblica bisogna avere la giusta misura, perché si esce dalla sfera personale e si rappresenta la comunità», ha detto il consigliere di “Preganziol Insieme” Paolo Galeano, «Facebook ha una portata internazionale e quelle dichiarazioni diventano simbolo della comunità». Susanna Errico, assessore a cui è stato affidato l'intervento della maggioranza, ha condannato «ogni forma di violenza contro le donne e gli uomini», ricordando i progetti promossi dall'amministrazione per le pari opportunità e prendendo un impegno per altre iniziative a tutela della parità. Anche Massimiliano Spagnol ha ricordato la presa di posizione della sua civica “Tutti per Preganziol” a condanna della violenza. E Franco Zanata, ex sindaco ora all'opposizione: «Avere come riferimento don Corsi non fa onore a un amministratore pubblico. Le affermazioni fatte sono incompatibili con il ruolo ricoperto e con i valori di riferimento che trovano fondamento nel nostro ordinamento». Plausi al sindaco anche dall'ex vice Biadene: «Una decisione forte, la maggioranza ha scelto di stare dalla parte delle donne». Su proposta di Spagnol, il consiglio ha steso e votato all'unanimità un ordine del giorno che impegna l'amministrazione a portare avanti azioni a favore delle pari opportunità. Ora in molti attendono di capire se vi saranno contraccolpi sulla tenuta della maggioranza Lega-PdL, a un anno e mezzo dalle urne.

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