In arrivo le reliquie di santa Bernadette

VITTORIO VENETO. Per la prima volta le reliquie di Santa Bernadetta di Lourdes saranno in Veneto. Folle di pellegrini si stanno muovendo per incontrare e pregare la veggente francese, trasportata dalla carovana dell’Unitalsi. Per dare modo a tutti di poter vedere e pregare le sante reliquie, gli organizzatori hanno preparato un vero e proprio tour che toccherà Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige.
Tra le tappe in programma anche Soligo e Vittorio Veneto, domenica 25 novembre. È la quarta volta che le reliquie della Veggente escono dalla Francia per raggiungere l’Italia. In passato erano state venerate a Roma, in Liguria e in Lombardia.
Mai però nel cattolicissimo Veneto. A compiere oggi questo piccolo “miracolo” è stata l’Unitalsi Triveneta che ha convinto il vescovo di Tardes e Lourdes a concedere l’autorizzazione.
«L'idea di portare le spoglie di Bernadetta», spiega Armando Donello, presidente triveneto dell’associazione, «era nata in occasione del centenario della sottosezione più vecchia d’Italia che è quella Vicenza. Ma l’occasione di avere la santa era troppo ghiotta e allora è stata allargata a tutte le sottosezioni del Triveneto».
Le spoglie di Marie-Bernarde Soubiroux, questo il suo nome di battesimo, sono partite dalla Francia il 30 settembre a conclusione del pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi. Il treno ha viaggiato venti ore. All’interno è stata allestita una cappella con tanto di altare. Le spoglie della Veggente sono state collocate in piccolo ostensorio dentro una teca sigillata.
«Sono state scortate giorno e notte dalle sorelle e dai barellieri, volontari dell’associazione», spiega Donello. È la seconda volta che questo particolare ostensorio esce dalla Francia. I fedeli potranno pregare su frammenti di una costola e del fegato della santa.
La prima volta l’ostensorio era approdato in Liguria, in occasione del centesimo anniversario di fondazione della locale sottosezione Unitalsi. Un altro reliquario un po’ più grande era stato a Roma e Milano. Il treno Unitalsi ha viaggiato senza fare tappe fino a Schio, prima località veneta ad ospitare Bernardetta.
Toccante la trasferta dell’ostensorio in casa di due malati terminali, pazienti del dottor Armando Donello. Da Schio le reliquie hanno iniziato un lento pellegrinaggio che alla fine le porterà a visitare duecento tra paesi e parrocchie venete, una sessantina in Friuli-Venezia Giulia, oltre alla tappa di quattro giorni a Bolzano. Le reliquie sono state delicatamente sistemate in una valigia imbottita all’interno di raso. Vengono trasportare in automobile o in furgone. In ogni località toccata dal pellegrinaggio ci sono almeno venti volontari impegnati nell’organizzazione.
L’ultima tappa prevista in Veneto sarà a Rovigo. Poi il 5 febbraio 2013 l’ostensorio riprenderà la via di Lourdes. È dal 1925 che il corpo di Bernadetta è esposto alla devozione dei fedeli.
Proprio in quell’anno Marie Bernarde Sobeirons, secondo la dizione occitana, era stata beatificata, mentre la canonizzazione era arrivata pochi anni più tardi, nel 1933 da Pio XI. Proprio il corpo della Veggente è considerato un miracolo.
Per ben tre volte venne esumato, tra il 1909 e il 1925, e ogni volta fu trovato intatto. Miracolosa è stata tutta la breve vita di Bernadetta, nata nel 1844 a Lourdes e morta a 35 anni di tubercolosi ossea. A partire dalla prima apparizione della Madonna, quando aveva solo 14 anni.
Un miracolo è stata anche la sua guarigione da una grave asma.
Chiese l’acqua della sorgente di Lourdes e i sintomi sparirono senza più tornare. Ancora oggi la fonte miracolosa è meta di pellegrinaggi ininterrotti di ammalati che partono anche dalla diocesi vittoriese con il treno viola dell’Unitalsi.
«La vicenda di Lourdes», aveva confessato nel 2001 l’allora cardinal Ratzinger in un libro-intervista, «mi commuove sempre particolarmente. Direi che qui non c’è molto spazio per speculazioni astruse. Alla semplice ragazza Bernadette, che di proprio non poteva portare in dote altro che una grande purezza interiore, fu consentito di vedere il volto della Madre di Dio», aveva concluso il papa.
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